Page 267 - ZAIA III bozza
P. 267

I boschi e la selvicoltura nel territorio Chietino del Parco Nazionale della Majella


                     Un primo tipo strutturale abbastanza diffuso è rappresentato da
                  soprassuoli fondamentalmente monoplani, originatisi a seguito di inter-
                  venti di conversione su ampia scala. La curva di distribuzione dei diame-
                  tri assume qui il classico aspetto “a campana”, con un prolungamento
                  verso i diametri maggiori per la presenza di vecchie matricine che, tra
                  l’altro, conferiscono un certo movimento al profilo del bosco. Si tratta di
                  popolamenti in cui la rinnovazione è praticamente assente, ancora nella
                  fase di autodiradamento. Eccezionalmente alcune piante possono avere
                  anche un diametro di 80 cm, ma generalmente i soggetti di maggiori
                  dimensioni non oltrepassano i 60 cm di diametro. L’età media di questi
                  popolamenti si aggira comunemente intorno ai 60 – 80 anni e non supera
                  il secolo nemmeno nelle situazioni più evolute. Possono essere ricordate,
                  a titolo esemplificativo, le fustaie di Pretoro e Lettopalena, caratterizza-
                                                             3
                  te da una provvigione intorno ai 250 – 300 m /Ha e da un’altezza media
                  di circa 20 m.
                     Un secondo grande tipo strutturale è poi quello delle faggete a strut-
                  tura composita, dove il bosco assume un profilo più articolato, fino ad
                  arrivare, nei casi più estremi, ad un mescolamento sulla stessa superfi-
                  cie delle due forme di governo, fustaia e ceduo. In questo caso la curva
                  di distribuzione dei diametri tende ad assumere un andamento iperbo-
                  lico e, in corrispondenza di buche nel soprassuolo, si rileva un’attiva
                  rinnovazione del Faggio. Questo tipo strutturale è particolarmente dif-
                  fuso nelle faggete comunali di Pennapiedimonte, Palena e Pizzoferrato.
                  In alcuni casi sono presenti piante con diametro superiore al metro (per
                  es. a Pizzoferrato) ed altezza di 25 – 30 m. Questo tipo di bosco deve la
                  sua struttura al taglio a scelta, oppure ad una evoluzione, spesso natu-
                  rale, di cedui fortemente matricinati o composti, frammisti a tratti di
                  fustaia, spesso rilasciati a causa delle notevoli difficoltà nella loro uti-
                  lizzazione (lontananza dal centro abitato, assenza di vie d’esbosco,
                  ostacoli orografici, etc.). La provvigione di questi boschi, che si aggira
                                        3
                  intorno ai 180 – 240 m /Ha, è quindi generalmente più bassa delle fag-
                  gete monostratificate.
                     È poi da notare come in alcune di queste faggete i coniferamenti effet-
                  tuati con semine di Abete bianco del Medio Sangro (provenienza Rosello)
                  abbiano dato interessantissimi risultati, come nel caso dei Comuni di Pre-
                  toro e Pizzoferrato.
                     Nel Parco Nazionale della Majella la tipologia di ceduo di Faggio più
                  diffusa è quella del ceduo matricinato, molto esteso a Guardiagrele, Pen-
                  napiedimonte, Lama dei Peligni, Palena e Pizzoferrato. La provvigione di
                                                                   3
                  questi popolamenti è molto variabile, dai 150 ai 300 m /Ha, e dipende fon-
                  damentalmente da due fattori: la mancata utilizzazione da decenni in quel-


                  270 - SILVÆ - Anno V n. 11
   262   263   264   265   266   267   268   269   270   271   272