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I boschi e la selvicoltura nel territorio Chietino del Parco Nazionale della Majella
Un primo tipo strutturale abbastanza diffuso è rappresentato da
soprassuoli fondamentalmente monoplani, originatisi a seguito di inter-
venti di conversione su ampia scala. La curva di distribuzione dei diame-
tri assume qui il classico aspetto “a campana”, con un prolungamento
verso i diametri maggiori per la presenza di vecchie matricine che, tra
l’altro, conferiscono un certo movimento al profilo del bosco. Si tratta di
popolamenti in cui la rinnovazione è praticamente assente, ancora nella
fase di autodiradamento. Eccezionalmente alcune piante possono avere
anche un diametro di 80 cm, ma generalmente i soggetti di maggiori
dimensioni non oltrepassano i 60 cm di diametro. L’età media di questi
popolamenti si aggira comunemente intorno ai 60 – 80 anni e non supera
il secolo nemmeno nelle situazioni più evolute. Possono essere ricordate,
a titolo esemplificativo, le fustaie di Pretoro e Lettopalena, caratterizza-
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te da una provvigione intorno ai 250 – 300 m /Ha e da un’altezza media
di circa 20 m.
Un secondo grande tipo strutturale è poi quello delle faggete a strut-
tura composita, dove il bosco assume un profilo più articolato, fino ad
arrivare, nei casi più estremi, ad un mescolamento sulla stessa superfi-
cie delle due forme di governo, fustaia e ceduo. In questo caso la curva
di distribuzione dei diametri tende ad assumere un andamento iperbo-
lico e, in corrispondenza di buche nel soprassuolo, si rileva un’attiva
rinnovazione del Faggio. Questo tipo strutturale è particolarmente dif-
fuso nelle faggete comunali di Pennapiedimonte, Palena e Pizzoferrato.
In alcuni casi sono presenti piante con diametro superiore al metro (per
es. a Pizzoferrato) ed altezza di 25 – 30 m. Questo tipo di bosco deve la
sua struttura al taglio a scelta, oppure ad una evoluzione, spesso natu-
rale, di cedui fortemente matricinati o composti, frammisti a tratti di
fustaia, spesso rilasciati a causa delle notevoli difficoltà nella loro uti-
lizzazione (lontananza dal centro abitato, assenza di vie d’esbosco,
ostacoli orografici, etc.). La provvigione di questi boschi, che si aggira
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intorno ai 180 – 240 m /Ha, è quindi generalmente più bassa delle fag-
gete monostratificate.
È poi da notare come in alcune di queste faggete i coniferamenti effet-
tuati con semine di Abete bianco del Medio Sangro (provenienza Rosello)
abbiano dato interessantissimi risultati, come nel caso dei Comuni di Pre-
toro e Pizzoferrato.
Nel Parco Nazionale della Majella la tipologia di ceduo di Faggio più
diffusa è quella del ceduo matricinato, molto esteso a Guardiagrele, Pen-
napiedimonte, Lama dei Peligni, Palena e Pizzoferrato. La provvigione di
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questi popolamenti è molto variabile, dai 150 ai 300 m /Ha, e dipende fon-
damentalmente da due fattori: la mancata utilizzazione da decenni in quel-
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