Page 161 - Rassegna 4-2016
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LA SICUREZZA PARTECIPATA:
UN SISTEMA PER GARANTIRE LA VIVIBILITÀ DEL TERRITORIO E LA QUALITÀ DELLA VITA

dimensioni, una fisica e l’altra sociale: il degrado fisico emerge dalla mancanza
di manutenzione delle strade e dei luoghi pubblici, dalla presenza di auto abban-
donate sui marciapiedi o ai bordi delle strade, dalla presenza di graffiti sui muri
delle case; quello sociale invece si materializza con la presenza di prostitute in
cerca di clienti, con le molestie verbali rivolte alle donne che passano per strada,
con l’uso o lo spaccio di droga alla luce del sole(5).

      Solo alcuni di questi comportamenti possono essere definiti reati in senso
proprio e, quindi solo per una parte di essi i cittadini possono richiedere legit-
timamente l’intervento delle forze di polizia, ma tutte queste inciviltà - i cosid-
detti reati morbidi o soft crimes - segnalano la rottura dei codici tradizionali di com-
portamento e di convivenza (dormire, sputare, orinare in luogo pubblico,
imbrattare e altro) e il degrado dei codici tradizionali di cura del territorio(6).

4. Cosa fare in concreto per una vivibilità del territorio e una migliore
   qualità della vita

      Sulla base di quanto detto è agevole indurre come la mancata partecipa-
zione dei cittadini alla costruzione di una comunità “a misura d’uomo”, il minor
senso di appartenenza rispetto al passato e la mancanza di senso civico costi-
tuiscano fattori di insicurezza e di paura molto più dei reati.

      Le conseguenze di un reato infatti restano circoscritte alla vittima e alle
poche persone che vivono intorno a lei. Mentre una manifestazione di inciviltà
come una panchina rotta in un parco, le scritte dei writers che danneggiano i
palazzi sono viste da una moltitudine di persone, determinando disaffezione e
sfiducia verso le Istituzioni che si mostrano incapaci di evitare tali esecrabili
situazioni.

      È quindi necessario sollecitare l’impegno di tutti, del pubblico e del priva-
to, in una innovativa e fertile alleanza, per un modello di sviluppo basato sul
rispetto delle regole di civile convivenza e sul rispetto delle persone.

(5) - M. BORTOLETTI, L’insicurezza quotidiana, DIRITTO ALLA SICUREZZA E LIBERTÀ DALLA PAURA, CUEM.
(6) - C. CARDIA, Le nostre città meno sicure, in AA.VV., La sicurezza dell’ambiente urbano e Quali politiche per

      una sicurezza urbana?, pubblicati sul sito dell’Università degli Studi di Milano.

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