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STUDI GIURIDICO-PROFESSIONALI

con quello della “sicurezza integrata” che prevede la convinta, concreta coo-
perazione delle autonomie locali e di tutti quegli enti pubblici e privati che
con le Forze di polizia condividono progetti e responsabilità nel settore della
sicurezza.

      Il Consiglio dell’Unione europea definisce la prevenzione della criminali-
tà(4) come l’insieme delle misure “atte a contrastare la delinquenza e a diminuire
il sentimento di insicurezza da essa generato nei cittadini, scoraggiando diretta-
mente le attività criminali mediante il ricorso a politiche e interventi destinati a
ridurre il potenziale di criminalità e a limitarne le cause” ed evidenzia come tali
azioni riguardino “i governi e le autorità competenti, le autorità giudiziarie e
quelle locali, le associazioni impegnate in tale settore, gli operatori del settore
privato, il volontariato e i cittadini”. In breve, l’attività delle Forze dell’ordine
volta a garantire il presidio del territorio deve trovare corrispondenza in chi
esercita i presidi sociali, culturali ed economici: dagli enti locali, agli istituti sco-
lastici, al volontariato, alle associazioni di categoria, sino al “controllo informa-
le” che ogni cittadino può e deve esercitare, in un rapporto di utile collabora-
zione con le Forze di polizia.

      La diversità dei contributi richiama l’esigenza di un solido collegamento
tra tutti gli attori coinvolti - pubblici e privati, singoli e associati - al fine di uti-
lizzare al meglio le informazioni disponibili per individuare e affrontare adegua-
tamente i singoli problemi locali. Per questo, la collaborazione interistituzionale
è divenuta, nel tempo, un aspetto fondante delle “politiche di sicurezza”, piena-
mente riconosciuta anche sul piano normativo.

      Insomma, cittadini ed Istituzioni devono “fare squadra” contro la crimi-
nalità e contro manifestazioni di inciviltà e degrado sociale.

b. L’inciviltà ed il degrado sociale, fattori concreti di insicurezza

      Svariate ricerche hanno dimostrato che non sono solo i reati ad influenza-
re la paura e la sensazione di insicurezza delle persone, ma che questa è anche
legata alle variazioni nei livelli di ciò che viene chiamato “disordine”, nelle sue

(4) - Decisione del Consiglio UE del 28 maggio 2001 (Gazzetta Ufficiale, L. 153 dell’8 giugno
      2001) istitutiva della European Union Prevention Crime Network (EUPCN).

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