Page 309 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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LA GUARDIA CIvIL DeLLA SeCoNDA GUeRRA MoNDIALe
6. Conclusioni
La condizione della Guardia Civil durante il primo regime franchista, fu con-
dizionata sia dalla drammatica realtà interna sia dalla situazione internazionale, che
includeva anche la Spagna. Si può dire che il profilo della Guardia Civil durante il
primo regime franchista fu segnato dal livello delle richieste imposte al servizio.
Questa condizione fu portata all’estremo sotto l’egida del direttore generale Camilo
alonso vega.
La sua azione di comando avrebbe portato a un alto tasso di mortalità per
malattie comuni, come dimostra il numero di morti registrati, almeno fino al 1950.
Sottoposti a dure condizioni di vita, con frequenti dispiegamenti in unità mobili,
queste guardie civili trascorsero otto giorni consecutivi lontano dalle loro caserme,
viaggiando lungo strade, sentieri e attraverso le montagne dove operava la
resistenza. Sopportarono condizioni meteorologiche estreme, tra cui dormire
all’aperto e mangiare cibo freddo. a ciò si aggiunse lo stress dei pericoli intrinseci del
servizio militare, il comando severo, la rigida disciplina, la dieta povera tipica della
Spagna del dopoguerra e un’assistenza medica già inadeguata.
e tutto questo in cambio degli stipendi più bassi dell’amministrazione.
nonostante gli sforzi e i rischi che il servizio e alonso vega richiedevano ai suoi
uomini, i loro stipendi rimanevano molto al di sotto dei loro equivalenti nella pub-
blica amministrazione spagnola.
Premesso quanto sopra, è comprensibile che la realtà della Guardia Civil, nei
primi anni del regime franchista, fosse difficile. Solo un forte esprit de corps riuscì a
far sì che il Corpo continuasse a rappresentare una accattivante vocazione per ampi
settori della popolazione spagnola.
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