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I CARABINIERI DEL 1945 - l’iTalia liberaTa




                  Tutta la Resistenza è in attesa del momento opportuno per liberare il Nord Italia.
             Lo sfondamento del fronte italiano da parte alleata fu il segnale. Piacenza è liberata il
             27 aprile 1945 dagli uomini della formazione del tenente Fausto Cossu. A Torino il
             colonnello Scognamiglio riorganizzò i Carabinieri. La formazione “Gerolamo” a
             milano contribuì alla liberazione della città, presidiando edifici chiave e catturando
             militari nazi-fascisti. ovunque, si verificano combattimenti che videro anche negli ulti-
             mi istanti di lotta cadere tanti Carabinieri. Cessate le ostilità, i nuclei organizzativi delle
             legioni del Nord Italia si mossero per ricostituire tutta la rete dei comandi dell’Arma
             nei territori appena liberati. Nacquero i centri raccolta per garantire la presentazione
             dei Carabinieri e chiarire la rispettiva posizione e si riorganizzò immediatamente il ser-
             vizio d’istituto a favore della collettività. La strage dei tre Carabinieri della stazione di
             Genova Voltri nell’agosto di quell’anno rappresentò un chiaro segnale della situazione
             dell’ordine e della sicurezza pubblica del territorio, mentre i governi in carica approva-
             vano una serie di provvedimenti a favore dell’Arma dei Carabinieri Reali e dei militari
             che ne facevano parte. Il 1945 si chiude con le nuove disposizioni in materia di discri-
             minazione del personale dell’Arma, come di tutti gli organi dello Stato, e del reintegro
             del tenente colonnello Levi all’interno della sua Arma.

             5.  Conclusioni
                  Le tabelle riepilogative allegate al contributo hanno lo scopo di fornire una
             serie di informazioni, necessariamente incomplete, che permettono però di fare
             qualche considerazione.
                  Innanzitutto, la lunga scia di Carbinieri caduti, feriti, mutilati, deportati e vitti-
             me, ma si dovrebbero ricomprendere anche i Carabinieri in congedo, rappresenta un
             sentiero di sofferenze, ma anche di lotta per la libertà. I militari dell’Arma, le stazioni
             rimaste operative finché possibile, il complessivo impegno di quanti aderiscono alla
             Resistenza, di quanti restano in servizio cercando di costituire un freno alle violenze
             nazi-fasciste, di quanti ancora si sbandano per sottrarsi alla cattura, ma sostengono il
             movimento per la liberazione del nostro Paese, è sintetizzato dalla motivazione della
             medaglia d’oro al Valor militare concessa alla Bandiera dell’Arma. Una motivazione
             sicuramente di sintesi, i cui numeri probabilmente dovrebbero essere aggiornati, ma
             che testimonia senza dubbio il contributo offerto. In queste pagine dunque si è volu-
             to presentare qualche elemento, qualche data estrapolando le informazioni sia dai
             Numeri Speciali pubblicati, compreso quello che contiene il contributo, sia dall'ope-
             ra pubblicata nel 1978 da Arnaldo Ferrara che costituisce ancora una base di partenza
             da cui poi condurre ulteriori ricerche e approfondimenti.
                  In tutto questo, si deve ricordare ancora una volta l’importanza della docu-
             mentazione d’archivio, di quelle carte, la cui ricerca, tutela e quindi valorizzazione

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