Page 307 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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LA GUARDIA CIvIL DeLLA SeCoNDA GUeRRA MoNDIALe
ra mondiale, la Guardia Civil svolse compiti che andavano ben oltre quelli di poli-
zia. in diverse occasioni furono impiegati per combattere come unità di fanteria,
come accadde nelle battaglie di Possad nel tardo autunno del 1941, quando le riser-
ve della divisione erano esaurite. in uno di questi scontri, nel dicembre 1941, il capi-
tano Pedro Martínez de Tudela fu ferito ed evacuato. L’elevato numero di caduti
in tutte le unità costrinse il Ministero dell’esercito a inviare un nuovo contingente
il 9 marzo 1942, composto da sette tenenti, sette sergenti, quattordici caporali e
quaranta guardie, tutti fluenti in tedesco, agli ordini del pluripremiato capitano
enrique Serra algarra, che in seguito sarebbe diventato vicedirettore generale del
Corpo. Dopo il ritorno della División Azul in Spagna e fino al 12 aprile 1944, quan-
do l’ultimo contingente della cosiddetta Legión Azul arrivò ufficialmente in
Spagna, un piccolo contingente della Guardia Civil al comando del capitano
Ángel ramos Patiño rimase nella zona di combattimento.
5. La Resistenza: il Maquis
il fenomeno della resistenza (Maquis) finì per rappresentare una seria minac-
cia sia alla stabilità del regime sia all’economia e alla società del Paese. era un nemico
potente, che causava gravi interruzioni alle operazioni quotidiane con i suoi sabo-
taggi e colpi di mano, infliggendo costi eccessivi in vite umane e danneggiando l’im-
magine del regime all’estero. Secondo fonti ufficiali, il loro numero aumentò dal-
l’inizio della guerra civile, raggiungendo i 3.654 unità, quale risultato di tre cespiti:
ricercati, guerriglieri e criminali. i tre gruppi formarono il fenomeno resistenziale,
concetto neutro derivato dal termine francese “maquisard” (macchia e copertura
vegetale della regione mediterranea, in realtà la sua origine è corsa), usato nel paese
vicino per riferirsi ai partigiani che combattevano sulle montagne contro gli occu-
panti tedeschi durante la Seconda guerra mondiale.
anche le loro aree di insediamento, la conoscenza del territorio e l’organizzazione
resero difficile combatterli. Si nascondevano in zone montuose difficilmente accessibi-
li, con scarse comunicazioni e una notevole dispersione della popolazione. all’interno
di queste zone, di solito allestivano accampamenti su scogliere e alte vette montuose,
oppure sulle rive dei fiumi e in zone verdeggianti, dove potevano facilmente mimetiz-
zarsi e monitorare i movimenti dei loro inseguitori senza essere visti. Man mano che i
gruppi si consolidavano, la loro organizzazione diventava più complessa, acquisendo
infine caratteristiche militari. Questa organizzazione divenne evidente a partire dal
1943 con la formazione di unità di guerriglieri composti da un numero variabile di
membri e il cui denominatore comune era la guida di uomini dotati di forte persona-
lità, carisma, forti convinzioni ideologiche, capacità di leadership e un solido addestra-
mento militare e alla guerriglia, in alcuni casi acquisito in Unione Sovietica.
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