Page 303 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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LA GUARDIA CIvIL DeLLA SeCoNDA GUeRRA MoNDIALe




               1950, la Guardia Civil rimase in uno stato di relativa instabilità, dopo che il gene-
               rale Franco pensò di sciogliere il Corpo per il suo ruolo nella guerra civile, a causa
               del suo disappunto per l’atteggiamento adottato da molti ufficiali durante la guerra.
               Franco riteneva la Guardia Civil, fedele alla Seconda repubblica, responsabile del
               fallimento del colpo di stato militare nelle principali città, contribuendo al prolun-
               gamento della guerra.
                    Fortunatamente per il corpo, il primo governo di Franco comprendeva gene-
               rali a favore della Guardia Civil. Questi ufficiali non approvavano la proposta di
               scioglimento, né un’ipotetica forza di polizia di partito, come le SS nella Germania
               nazista. Questa polizia di partito era vista favorevolmente dai settori del regime lega-
               ti alla Falange. Fortunatamente per la Guardia Civil, la crisi che seguì il fallito
               attentato al generale varela nel 1941 a Bilbao, attribuito alle fazioni falangiste, spin-
               se alla sostituzione di ramón Serrano Súñer con il colonnello valentín Galarza
               come Capo del Ministero degli interni. Ciononostante, Franco non aveva dissipato
               i suoi dubbi sull’istituzione.
                    Questa tiepidezza, unita alla sfiducia, segnò il percorso del corpo nei primi anni
               del regime franchista. La disciplina arrivò persino a punire gli ufficiali con trasferi-
               menti forzati per la minima infrazione o per il sospetto di essere avversi al regime.
                    Tutto ciò è dimostrato dal caso generale aperto il 1° aprile 1939, dalla legge
               sulle responsabilità politiche emanata il 13 febbraio 1939 e dalle Corti d’onore
               ripristinate con decreto del 17 novembre 1936. Questa situazione sarebbe cambiata
               in modo significativo con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, che lasciò
               poco spazio a capricci o conflitti interni e rese consigliabile distogliere una generosa
               parte dell’esercito dalla protezione delle frontiere.
                    Diverse decisioni dimostrarono pressoché questa tendenza. il trasferimento
               dell’ispettorato generale a Madrid (circolare del 1° giugno 1939); la sostituzione del
               generale Fernández Pérez con Álvarez arenas come capo dell’ispettorato (6 settem-
               bre 1939); la legge 22 settembre 1939, che organizzava il Ministero dell’esercito, e
               l’ordinanza del 15 settembre 1939, che conferiva alle guardias civiles un ruolo di
               primo piano nella Casa militare del Caudillo.

               3.  Il modello di polizia. La legge 15 marzo 1940
                    La sopravvivenza della benemérita sarebbe avvenuta al costo della sua sotto-
               missione a uno stretto controllo da parte dell’apparato statale. Delle tre famiglie che
               sostenevano il regime franchista - la Chiesa, il Movimento nazionale e l’esercito -,
               quest’ultima avrebbe assunto la responsabilità dell’ordine pubblico. ancora una
               volta, i militari presero piena autorità sulla sicurezza pubblica, assumendo funzioni
               politiche,  invadendo  i poteri giudiziari  e supervisionando le forze di sicurezza.

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