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FranCia 1945. anno zero per i gendarmi?




               armata e una decina di esecuzioni sommarie.
               Gli omicidi passano dai trecentodue del 1939  ai  novecentonovantasei del 1945:
               “non è solamente un fenomeno passeggero dovuto agli sconvolgimenti di un’epoca
               dove la vita umana e il bene altrui hanno perduto tutto il loro valore, si allarma il
               periodico L’Écho de la gendarmerie, ma una crisi acuta che richiama l’attenzione su
               di un male cronico sul quale i sociologi e i criminologi devono esaminare con atten-
                                                                                4
               zione per diagnosticarne le cause permanenti e scongiurarne gli effetti” .
                    alcune regioni sono più tormentate di altre.
                    il 21 agosto 1945 a Limoges, il prefetto riunisce tutti i quadri della polizia e
               della gendarmeria per dire loro che è “giunto il momento di assicurare pienamente
               l’ordine repubblicano (...) i colpevoli e i loro ispiratori devono sapere che subiran-
               no i rigori della legge” .
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                    allo stesso modo, la fine del conflitto comporta importanti movimenti della
               popolazione in europa, considerati dai gendarmi come altrettanti rischi potenziali
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               all’ordine pubblico .
                    a Hénin-Liétar (Pas-de-calais), il capitano Debrais parla di disordini causati
               dal campo russo installato da ottobre 1944 al marzo 1945. alla frontiera dei Pirenei,
               l’inquietudine invade i partigiani spagnoli, ex repubblicani ribelli alle forze dell’ordine.
               in Touraine, i gendarmi sono molestati nel mese di novembre da alcuni polacchi
               accampati a Loches “sotto una pioggia di pietre e di pezzi di legno” .
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                    La situazione non si ristabilisce che con l’arrivo di un rinforzo di circa una ses-
               santina di gendarmi. Si tratta anche di controllare i circa 750.000 prigionieri di guer-
               ra tedeschi che si aggiungono alle decine di migliaia di prigionieri italiani, austriaci,
               ungheresi e rumeni.
                    al di là dell’ordine pubblico, gli effetti durevoli della guerra sono visibili nei
               ranghi stessi della Gendarmeria. il suo personale è sottoposto all’impatto in modo
               differente, tra i deceduti (stimati tra i 1.300 e i 1.600), i feriti e i dispersi. La direzio-
               ne deve anche tener conto di coloro i quali sono venuti per sottrarsi al Service du
               travail obligatoire (STo) e desiderano ripartire, come i partigiani che vogliono con-
               tinuare la loro  carriera  altrove. con 49.695 uomini su di una forza teorica di
               63.795, nel 1945 l’arma accusa un deficit pari al 22%.


               4 Criminalité 1945, L’Écho de la gendarmerie, n. 3007, 15 novembre 1945, pp. 205-208.
               5  La répression des attentats et des agressions, L’Écho de la gendarmerie, n. 3002, 31 agosto 1945, pp. 148-149.
               6 Jonas campion, Le rétablissement de la légalité policière après la Seconde guerre mondiale : les exem-
                  ples de la gendarmerie nationale, de la gendarmerie belge et de la gendarmerie royale hollandaise,
                  doctorat, histoire, dirs Xavier rousseaux et Jean-noël Luc, université catholique de Louvain – uni-
                  versité Paris iV, 2009, 589 p.
               7 rapporto n. 1345/2 del 23 novembre 1945 della sezione di Loches, SHD-DGn, 1a 493.

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