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I carabinieri del 1945 - la libeRazione




             4. Il regio vice commissario Alessi a Campione d’Italia
                  nonostante la nomina di un regio commissario fosse caduta su di un cittadi-
             no che si riconosceva pienamente nel regno d’Italia, non tutto evidentemente stava
             procedendo nel modo giusto. appare evidente che, dopo qualche tempo, anche in
             legazione  emersero  alcune perplessità  tanto  da  designare il  tenente  colonnello
             alessi quale regio vice commissario “con il compito di coordinare la gestione dei
             partigiani, nonché le attività militari e di Polizia” che raggiunge la località il 2 mag-
             gio 1944.
                  Immediatamente, egli segnalò la situazione come dif  cile. Infatti, oltre a par-
             tigiani e profughi politici, campione si è riempita di elementi poco desiderabili
             quali spie, delinquenti comuni, contrabbandieri al punto che comunica già i primi
             esiti alla legazione.
                  la situazione  creatasi  in quei  mesi  era  diventata  molto  dif  cile per i
             carabinieri: “in quel periodo in campione vi erano due correnti: una formata dalla
             popolazione che ha sempre ben visto l’arma e sulla quale contava per il manteni-
             mento dell’ordine, e l’altra formata dalla fazione de Baggis, Verde, Butti e parte di
             rifugiati e partigiani che facevano di tutto per fomentare disordini” .
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                  le tensioni con alcuni notabili del luogo, nonostante l’attenzione e l’impegno
             che alessi ripone nell’esercitare le sue funzioni, non gli permisero di rimanere trop-
             po a lungo. Infatti, il 7 novembre fu abolita la carica di regio vice commissario,
             facendo cessare l’uf  ciale da tali funzioni. Secondo il maresciallo laurea si doveva
             ad uno degli uomini di de Baggis la f ne dell’esperienza a campione dell’alessi che
             aveva dovuto gestire una situazione sul territorio piuttosto dif  cile dove vi erano
             approf ttatori e contrabbandieri che accumulavano ricchezze, cercando di neutra-
             lizzare l’operato dell’arma.
                  nel contempo però egli era stato abbastanza attento, sia da potenziale l’arma-
             mento dei carabinieri, sia nel riuscire a far assegnare al comando dei carabinieri di
             campione un uf  ciale del quale si f dava, il capitano renato ridella, che giunse a
             campione nel gennaio 1945 . nonostante i tentativi di mettere in cattiva luce il
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             suo operato così scrivono i servizi informativi militari svizzeri: “corretto e f ne,
             riservato e severo, aveva saputo circondarsi di stima e di simpatia. I campionesi
             apprezzavano in lui il distacco e l’energia che, accoppiata a molta modestia, erano
             fattori indispensabili a chi si proponeva di mettere ordine” .
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             18  carabinieri Giovanni charrey (coniugato), Giuseppe muratore e domenico Bresciani ef ettivi e
               Venero cavallaro, Giuseppe daverio e Battista azzolari provvisori.
             19  P. Buttiglieri - m. maurino, Un eroe valdostano cit., pp. 99-100.
             20  Ivi, pp. 100-101.

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