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i carabinieri del 1945 - La LIbeRazIone
pensioni, del riconoscimento dei gradi ecc., nonché ad evitare che al buon nome
di coloro che hanno veramente combattuto nella lotta di liberazione nuocciano
azioni riprovevoli di elementi indegni o che nulla hanno a che fare con il movi-
mento partigiano” . in sostanza il governo parri, basato sul comitato di
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Liberazione nazionale, intendeva intervenire def nitivamente sulla questione dei
riconoscimenti e delle attribuzioni a favore dei combattenti per la Libertà.
in base al disposto normativo, furono istituite commissioni regionali che ave-
vano funzioni di primo grado, per accertare e riconoscere le qualif che da attribuire
ai combattenti per la Libertà (artt. 1-2) . a livello periferico, ogni commissione era
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composta da un presidente, individuato dal ministero dell’assistenza post-bellica,
da 2 membri uf ciali delle Forze armate e partigiani, 2 membri dall’associazione
nazionale partigiani d’italia “per ogni formazione dif erenziata inquadrata nell’atti-
vità” del corpo volontari della Libertà a nord, mentre a Sud della linea gotica,
due per formazioni dif erenziate dipendenti dal cLn e 2 per quelle indipendenti
dal cLn.
una commissione centrale con funzioni di secondo grado, ubicata a roma,
sarebbe stata investita dei ricorsi avverso le decisioni di quelle regionali. in questo
caso, oltre al presidente e 3 membri scelti tra i partigiani, gli altri 3 sarebbero stati
designati dai 3 ministeri militari.
era in capo alle commissioni regionali l’onere di pubblicare gli elenchi dei cit-
tadini italiani a cui era riconosciuta una delle qualif che previste dal testo normativo
che, però, sarebbero state def nitivamente attribuite solo “nei riguardi di coloro per
i quali non sarà proposto alcun reclamo entro un mese dalla pubblicazione” (art. 13).
Questo aspetto è molto importante perché la dif usione al pubblico degli elenchi
avrebbe consentito un’azione contro coloro i quali avessero ricevuto un riconosci-
mento che loro non competeva. Si voleva, in buona sostanza, fare di tutto per
garantire la bontà dei conferimenti, evitando che le qualif che fossero attribuite a
soggetti indegni o ambigui che non ne avevano titolo.
Le commissioni sarebbero state investite anche della valutazione delle “propo-
ste di ricompensa al valore per i partigiani” (art. 5).
Finalmente, si arrivò a stabilire qualif che distinte in grado di attribuire in
modo chiaro e def nitivo il riconoscimento del paese a coloro che avevano avuto
12 aldo giovanni ricci (a cura di), verbali del Consiglio dei Ministri. governo parri 21 giugno 1945-
10 dicembre 1945, roma, presidenza del consiglio dei ministri - dipartimento per l’informazione
e l’editoria, vol. v, t. 1, 1995, p. 253.
13 Le commissioni si sarebbero insediate nei capoluoghi di regione (torino, milano, padova, genova,
bologna, Firenze, ancona, perugia, L’aquila, roma e napoli). un’altra commissione, con sede a
roma, avrebbe valutato il comportamento dei cittadini italiani che avevano fatto parte di “movi-
menti partigiani” di altri Stati.
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