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i carabinieri del 1945 - La LIbeRazIone




                  in questa nuova fase si prospetta […] il problema dell’unif cazione del comando
             delle forze partigiane, la necessità di dare un assetto def nitivo o un nuovo assetto sul
             piano politico e organizzativo agli organi militari sia al centro, sia alla periferia” .
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                  in prossimità della f ne delle operazioni belliche lanciate dagli alleati con la pre-
             senza delle unità cobelligeranti e delle formazioni partigiane che erano inquadrate nel
             corpo volontari della Libertà (cvL), emerse ancora più forte la necessità del gover-
             no di garantire alcune forme minime di sostegno a tutti quegli appartenenti alle for-
             mazioni resistenziali che avevano partecipato a vario titolo alle operazioni militari.

             2. Un primo percorso normativo
                  il governo fu piuttosto attento nel garantire un percorso rapido a favore dei rico-
             noscimenti da attribuire a chi viveva le sof erenze e le privazioni della lotta di resistenza
             contro il nazifascismo. innanzitutto intervenne con un primo testo normativo. con
             decreto legislativo luogotenenziale del 9 novembre 1944, n. 319 recante “costituzione
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             di una commissione nazionale e di un uf  cio per i patrioti dell’italia liberata”  fu isti-
             tuita una commissione centrale che aveva il compito di “studiare, con criteri unitari,
             tutti i problemi af erentisi all’attività svolta dai patrioti nella lotta contro i tedeschi e
             contro il fascismo, e di promuovere i necessari provvedimenti” ed era composta dal
             presidente del consiglio dei ministri, da un sottosegretario per la guerra, dal sottosegre-
             tario per la stampa e le informazioni e da 4 esperti, oltre ad un segretario.
                  da questa commissione dipendeva un uf  cio patrioti a cui spettava invece:
             “a) di accertare e vagliare l’attività dei patrioti, per porre la commissione in grado
             di riconoscere la qualif ca” che spettava loro, rilasciandone gli attestati; “b) di prov-
             vedere alle dirette forme di assistenza, morale e materiale” per i patrioti; “c) di pro-
             muovere il reimpiego dei patrioti ai f ni della guerra di liberazione” . Si trattava del
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             primo provvedimento emanato dal governo bonomi dopo la Liberazione di roma
             (4 giugno 1944) e che f nalmente raccoglieva il sentimento popolare che intendeva
             prestare attenzione ai bisogni di coloro i quali avevano combattuto per la Libertà .
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                  in prossimità della f ne delle operazioni belliche, si ritornò sulla questione
             attraverso un analogo provvedimento legislativo.



             2  roberto battaglia, Storia della Resistenza italiana, torino, einaudi, 1964, p. 333.
             3  La norma fu pubblicata nella gazzetta uf  ciale del regno del 23 novembre 1944, n. 85.
             4  Su questo punto si rinvia al contributo di giuseppe conti presente nelle pagine di questo numero
               Speciale. Si veda anche giorgio boatti, Un contributo alla riforma delle forze armate nel 1944-45:
               l’esperienza del gruppo di combattimento «Cremona», in Italia Contemporanea (già il movimento
               di Liberazione in italia), anno 1976, n. 122, pp. 23-58.
             5  aldo giobbio, Milano all’indomani della Liberazione, in Il movimento di Liberazione in Italia,
               anno 1962, n. 69, pp. 18-19.
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