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SCIeNze INVeSTIGATIVe
1. Premessa
Nel panorama internazionale contemporaneo, segnato da una crescente inter-
dipendenza economica, tecnologica e criminale, le Joint Investigation Teams (JIT)
- o Squadre Investigative Comuni (SIC) - rappresentano una delle più avanzate
espressioni della cooperazione giudiziaria penale europea. esse incarnano un
modello di collaborazione transnazionale che supera i limiti delle tradizionali roga-
torie internazionali, favorendo la costruzione di un autentico spazio europeo di giu-
stizia, sicurezza e libertà.
In un contesto in cui la criminalità organizzata transnazionale si muove con logi-
che reticolari e sfrutta le asimmetrie normative tra gli Stati, le JIT si conf gurano come
strumenti geopolitici di contrasto capaci di coniugare ef cacia investigativa e tutela dei
diritti fondamentali. Tuttavia, l’ef ettiva portata di tale strumento non può prescinde-
re da un nodo giuridico cruciale: l’utilizzabilità processuale degli atti compiuti nell’am-
bito delle indagini comuni. Proprio questo prof lo - che implica un delicato bilancia-
mento tra ef cienza repressiva e garanzie procedurali, tra lex loci e principi fondamen-
tali dell’ordinamento nazionale - costituisce oggi una delle sf de più complesse del dirit-
to della cooperazione penale internazionale. Analizzare come gli atti formati dalle JIT
possano trovare pieno riconoscimento e valore probatorio nei diversi ordinamenti
signif ca, in def nitiva, interrogarsi sul futuro stesso della sovranità giudiziaria europea
e sulla possibilità di costruire una giustizia penale realmente transnazionale.
2. La lettura sistematica degli articoli 431, 727, 729 del codice di procedura penale
L’articolo 431 del codice di procedura penale italiano rappresenta un punto
cardine del processo penale in relazione all’acquisizione degli atti d’indagine e alla
loro utilizzabilità nel fascicolo per il dibattimento. La norma stabilisce quali atti,
compiuti durante la fase delle indagini preliminari o nel corso dell’udienza prelimi-
nare, possano conf uire nel fascicolo per il dibattimento, delineando così un conf -
ne tra la fase investigativa e quella di formazione della prova in contraddittorio.
Nel contesto delle Squadre Investigative Comuni (SIC), l’articolo 431 c.p.p.
si pone come f ltro necessario per determinare l’utilizzabilità degli atti compiuti in
un procedimento transnazionale. Tale disposizione è fondamentale, poiché gli atti
assunti dalle SIC, pur essendo stati formati secondo la lex loci dello Stato in cui sono
stati compiuti, devono rispettare le regole dell’ordinamento italiano af nché possa-
no essere utilizzati come prova nel dibattimento. L’articolo 431 individua una cata-
logazione tassativa degli atti che possono entrare nel fascicolo del dibattimento. Tra
questi rientrano: le denunce, le querele, i verbali di arresto e di fermo; gli atti irripe-
tibili; i verbali delle attività compiute con l’incidente probatorio; la documentazio-
ne acquisita all’estero tramite rogatoria internazionale (lettera d).
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