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I nuovI fenomenI urbAnI: GenTrIfIcATIon e IperTurISmo




               cole aziende manifatturiere che non superavano i 10 dipendenti ma che necessitavano
               di quegli stessi spazi lavorativi che cominciavano ad essere convertiti in abitazioni. Si
               stima, difatti, che i residenti (artisti e non) nei loft sia passato da un numero compreso
               tra i tre e i cinquemila negli anni Sessanta, a ben cinquantamila presso la f ne degli anni
               Settanta. Successivamente, questi artisti di “prima generazione” divennero a loro volta
               vittime dall’aumento dei costi derivante dalla riqualif cazione operata dalla classe bor-
               ghese neo-giunta. Così la gentrif cazione dimostra la sua capacità di possedere nume-
               rosi volti adattabili ad ogni contesto in ma con due caratteristiche costanti: una classe
               più abbiente che “spodesta” i precedenti abitanti di un quartiere e una vacatio legis in
               materia di controllo statale in ambito economico .
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               4.  Effetti dell’iperturismo
                    La globalizzazione ha porato con sé una maggiore mobilità su scala globale, da
               ciò è nato un crescente f usso turistico di persone che volevano visitare quanto più
               possibile il mondo. Il fenomeno ha avuto un’ulteriore espansione con l’avvento dei
               social networks ove la condivisione di foto, video e recensioni ha condizionato le scelte
               degli utenti che si lasciano “ispirare” da quanto propagandato su internet. Il risultato
               è stato lo sviluppo di una forma di turismo “sof ocante” per le comunità locali, ogget-
               to di lucro non regolamentato e mal dif uso con picchi in determinate aree promosse
               dalla propaganda social che portano alla “cannibalizzazione” di città e paesaggi a sca-
               pito dei residenti. La situazione, in alcune realtà, ha già raggiunto dei livelli limite ed
               ha visto sorgere forti movimenti anti-turismo da parte dei cittadini esasperati dalla
               situazione. Uno dei casi più eclatanti è rappresentato dalla città di Barcellona, divorata
               dal turismo ed in cui ormai spopolano scritte e manifestazioni contro i turisti. La città
               ha difatti circa 1,6 milioni di abitanti ma ogni anno è visitata da circa trenta milioni di
               persone, una presenza che non sviluppa ma distrugge il contesto urbano e la vita del
               cittadino comune. Ad attirare i turisti non è, inoltre, la cultura o i paesaggi, bensì il
               divertimento a prezzi convenienti. Difatti il costo della vita in Spagna è molto più
               basso rispetto ad altre realtà europee, specialmente, quello riferito ad alcolici e disco-
               teche. Questa situazione attira migliaia di turisti in cerca di “divertimento economi-
               co” e gli af  ttuari hanno di conseguenza alzato notevolmente il costo degli af  tti e pri-
               vilegiato la formula dell’af  tto breve. “Si evidenzia, inoltre, come questo tipo di turi-
               smo comporti un aumento del degrado poiché cresce il numero di persone in stato
               d’alterazione per alcol (e non solo) e un conseguente aumento della microcriminalità
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               che ha individuato nell’ignaro turista la vittima preferita per i furti” .
               15  S. zukin, Loft Living: culture and capital in urban change, 1982, The Johns Hopkins Press.
               16  Intervista a A.N. interior designer di barcellona, 2 maggio 2025.

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