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INformAzIoNI E SEGNALAzIoNI
tolgono la possibilità ai residenti privi di una casa di proprietà di vivere in città o,
nei casi migliori, di farlo a prezzi accessibili.
Il fenomeno è spesso identificato come una conseguenza della gentrificazione,
nel momento in cui, con la nascita di quella che viene definita “industria del turi-
smo”, le aree revitalizzate divennero un appetibile fonte di guadagno per privati e
grandi società immobiliari. La stessa arte diviene un potente attrattore turistico, per
cui, la conservazione di patrimoni storici e l’istallazione di nuove aree artistiche (spe-
cie in America) ha giustificato aumenti vertiginosi dei prezzi delle abitazioni ed ha
favorito la conversione di numerosi spazi a servizio dei turisti. I problemi derivanti
da questa impostazione sono numerosi e spaziano dalla perdita culturale sino alla
chiusura delle attività commerciali locali in favore di modelli di consumo standardiz-
zati costituiti da catene commerciali come mcDonald’s. Tale processo viene identi-
ficato da George ritzer col nome di “mcDonalizzazione” e riguarda un processo
sociale in cui il modello di business di mcDonald’s, basato su efficienza, calcolabilità,
prevedibilità e controllo, si estende a tutti gli aspetti della società, comprese le istitu-
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zioni e le organizzazioni, con il rischio di disumanizzazione e alienazione .
In sintesi, gli ef etti di questi fenomeni va ben oltre il semplice (ma non banale
e comunque di massima rilevanza) disagio abitativo ma coinvolge la nostra la nostra
società nel suo complesso. Una trattazione della materia, per quanto sintetica, si
rende dunque necessaria per comprendere e (possibilmente) cercare di prevedere la
costante evoluzione dei fenomeni sociali che ci riguardano direttamente.
2. Il rapporto tra economie e città
Lo sviluppo urbano, nel contesto in oggetto, è legato ai processi economici,
che assumono maggiore importanza per mezzo della globalizzazione e che rendono
possibile un’inf uenza sui singoli quartieri dei f ussi mondiali di denaro e materie
prime, sino al punto in cui l’espansione di un quartiere può portare, tramite una
delle caratteristiche dei soggetti, dell’oggetto e della durata. Non è richiesta l’adozione di un partico-
lare schema contrattuale per indicare gli elementi del contratto, vale a dire i contraenti, l’oggetto
(l’immobile ed eventuali prestazioni accessorie), la durata e il corrispettivo. In particolare, per quan-
to riguarda i soggetti interessati dalla disposizione in commento, il citato comma 1 richiede che il
contratto sia stipulato da persone f siche che pongono in essere la locazione al di fuori dell’attività
d’impresa. Al riguardo, come già indicato con la richiamata circolare n. 24/E del 2017 , devono rite-
nersi escluse dall’ambito applicativo della norma le locazioni brevi che rientrano nell’esercizio d’at-
tività d’impresa come def nita, ai f ni delle imposte sui redditi e ai f ni IVA, rispettivamente dall’ arti-
colo 55, comma 2, del Testo unico delle imposte sui redditi (TUIr) , approvato con decreto del
Presidente della repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e dall’articolo 4 del decreto del Presidente
della repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 , secondo i quali le prestazioni di servizi che non rientrano
nell’ articolo 2195 del codice civile quali, per quanto qui interessa, le locazioni costituiscono eserci-
zio d’impresa se derivanti dall’esercizio d’attività organizzata in forma d’impresa”.
6 G. ritzer e J. Stepnisky, sociological theory, 2013, The mcGraw-Hill Companies.
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