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IL TASER TRA ESIGEnzE dI SIcUREzzA E TUTELA dEI dIRITTI fondAmEnTALI: RIfLESSIonI
armi a “letalità attenuata”, mantiene una potenzialità lesiva non trascurabile. La sua
qualif cazione giuridica, oscillante tra arma vera e propria ed arma “intermedia”,
determina rif essi diretti in tema di responsabilità penale, civile e disciplinare degli
operatori.
In secondo luogo, appare evidente come l’uso del taser debba essere sempre
sottoposto al triplice f ltro della necessità, proporzionalità e adeguatezza.
L’operatore delle forze dell’ordine, chiamato a decidere in frazioni di secondo, si
muove in un terreno giuridico particolarmente delicato: da un lato, la tutela dell’or-
dine e della sicurezza pubblica; dall’altro, la salvaguardia dei diritti inviolabili della
persona. In tale prospettiva, l’istituto dell’eccesso colposo ex art. 55 c.p. assume un
rilievo centrale, fungendo da spartiacque tra condotta lecita e responsabilità pena-
le.
Terzo punto, la casistica italiana ed estera ha mostrato come l’impiego
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improprio o sproporzionato del taser possa tradursi in eventi tragici, talvolta mor-
tali. Ciò impone una costante attenzione alle condizioni psicof siche del soggetto
colpito, ai contesti operativi e all’eventuale presenza di patologie pregresse che pos-
sano amplif care gli ef etti dell’arma.
Le rif essioni dottrinali, confermano che l’uso del taser deve essere inserito in
un sistema organico di regole: protocolli operativi chiari, formazione specialistica
degli operatori, obblighi di rendicontazione e trasparenza. Solo così è possibile con-
temperare l’esigenza di dotare le forze di polizia di strumenti ef caci e, al tempo stes-
so, garantire che l’impiego avvenga entro i conf ni del diritto.
Da ultimo, il taser deve essere interpretato come alternativa funzionale rispet-
to a strumenti ben più letali, quali armi da fuoco, manganelli o mezzi di conteni-
mento f sico che possono produrre conseguenze gravissime. In questo senso, esso
non costituisce una “scorciatoia” repressiva, ma un’opzione intermedia che, se ben
regolata, può ridurre l’incidenza di episodi letali e migliorare la sicurezza collettiva.
In conclusione, il futuro del taser nell’ordinamento italiano dipenderà dalla
capacità del Legislatore e della giurisprudenza di def nire un quadro normativo
chiaro, coerente con i principi costituzionali e con le linee guida della CEDU.
L’obiettivo non è soltanto quello di fornire strumenti di difesa agli operatori, ma
anche e soprattutto di consolidare un sistema rispettoso dei diritti fondamentali e
al contempo in grado di garantire la tutela ef ettiva dell’ordine pubblico.
D’altronde, la sua funzione si misura nella capacità di ridurre la letalità per il
cittadino e al tempo stesso di ridurre il rischio per l’agente, garantendo un equili-
brio tra esigenze di ordine pubblico e tutela individuale.
26 Si veda il libro di Armando Albano pp. 192 ss.
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