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costrUire legami:
                  senso di appartenenza e benessere psicologico nelle organizzazioni militari




                    Questo ef etto protettivo trae origine dalla buffering hypothesis , ossia l’ipo-
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               tesi secondo cui il sostegno sociale funge da “tampone” o “cuscinetto protettivo”
               nei confronti dello stress e ne moderi le conseguenze.
                    il sostegno sociale come “moderatore dello stress” è dunque in grado di:
                    ➣ ridurre la quantità e qualità negativa degli stimoli stressanti;
                    ➣ attenuare o ridef nire la percezione degli stimoli come stressanti;
                    ➣ alleviare l’impatto emotivo e psicologico di tali stimoli;
                    ➣ favorire risposte attive e adattive.

               5.  Il gruppo e il supporto sociale nelle Forze Armate
                    la vita militare si caratterizza per una serie di fattori stressanti unici, tra cui
               frequenti  trasferimenti,  variazioni degli  orari  lavorativi,  costanti preoccupazioni
               per la sicurezza dei colleghi in servizio, e attività operative e missioni all’estero che
               implicano periodi di lontananza più o meno lunghi dai propri familiari. in questo
               scenario, il supporto of erto da colleghi, familiari e amici riveste un ruolo cruciale
               nel promuovere e sostenere il benessere psicologico del personale militare. Anche in
               contesti di combattimento, il militare sopravvive psicologicamente (e talvolta f si-
               camente) grazie al sostegno morale, f sico e tecnico dei suoi commilitoni. gli studi
               condotti da Stouf er et al. , citato da moskos , sull’american soldier, seppur lon-
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               tani nel tempo, sottolineano come, in condizioni di estrema deprivazione, il gruppo
               diventi una fonte primaria di gratif cazione per i bisogni af ettivi e di sicurezza del-
               l’individuo. Questo ruolo cruciale viene svolto dai commilitoni attraverso gesti di
               solidarietà, supporto emotivo, risoluzione di conf itti, riconoscimento e valorizza-
               zione di comportamenti socialmente condivisi e conformi alle norme del gruppo e
               alle aspettative organizzative, nonché mediante la prevenzione o la neutralizzazione
               di condotte devianti. A questo proposito, Hirsch  ha osservato che i legami sociali
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               stretti all’interno di unità coese fungono da deterrente per condotte devianti. il
               militare benef cia di questo sostegno nella misura in cui lo ricambia ai suoi commi-
               litoni.  gran  parte della  solidarietà  osservata  nelle unità  combattenti può  essere
               interpretata, infatti, come il risultato dell’interesse individuale di ricevere il medesi-
               mo trattamento, soprattutto all’interno di un contesto caratterizzato da condizioni
               particolari e vincoli reciproci.

               49 Cohen S., Wills t. A. (1985) cit., pp. 312-313.
               50 Stouf er S. A., Suchman e. A., Devinney l. C., Star S. A., Williams R. m Jr. (1949). the american
                  soldier: adjustment during army life (studies in social psychology in World War ii). Princeton
                  Univ. Press.
               51 moskos C. C. (1994). sociologia e soldati. FrancoAngeli.
               52 Hirsch B. J. (1980) cit.

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