Page 84 - Rassegna 2025-2 supplemento
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PSiCologiA PoSitivA e BeNeSSeRe PSiCoFiSiCo Nelle FoRze ARmAte
psicologico degli eventi negativi, è stato osservato come i legami di gruppo possano
diventare particolarmente forti in situazioni di stress, pericolo e deprivazione . la
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conseguente interdipendenza tra i membri dell’unità militare crea una struttura
sociale chiusa con delle proprie peculiarità: ogni membro dipende dagli altri per
completare attività complesse e specializzate, rendendo il gruppo base una rete di
supporto non solo emotivo, ma anche pratico. tale interdipendenza raf orza la resi-
lienza collettiva e la capacità di adattamento in ambienti dinamici e ad alto rischio.
Attraverso interazioni quotidiane e il sostegno reciproco, i membri dell’unità
forniscono un senso di normalità e stabilità emotiva, attenuando gli ef etti negativi
dell’isolamento e i livelli di stress percepito. Siebold evidenzia che il legame tra col-
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leghi, alimentato dalla f ducia e dalla solidarietà reciproca, costituisce una risorsa
cruciale per af rontare le sf de operative. Questo legame riduce l’ansia e fornisce un
senso di sicurezza anche in situazioni ad alta intensità emotiva.
Altri studi hanno messo in evidenza il rapporto tra le dinamiche di gruppo e
l’appartenenza a una comune subcultura militare. tra questi, Hockey ha condot-
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to un’analisi approfondita su una compagnia di fanteria dell’esercito Britannico,
esaminando la vita in caserma, le esercitazioni sul campo e le operazioni di combat-
timento in irlanda del Nord. l’attenzione di Hockey si è focalizzata sulla subcultu-
ra militare, analizzandone i vari aspetti nella quotidianità dei soldati. egli ha osser-
vato che l’empatia e i legami af ettivi tra i membri dell’unità base venivano costan-
temente raf orzati attraverso le attività addestrative. Ciascun membro era addestra-
to a coordinare i propri movimenti con quelli degli altri durante le operazioni sul
campo, al f ne di garantire una reciproca copertura e protezione contro gli attacchi
del nemico. la ripetizione continua e incessante di esercizi e simulazioni serviva
non solo a perfezionare le competenze operative, ma anche a creare una risposta
automatica e sincronizzata nelle reali situazioni di combattimento. Questo adde-
stramento mirava a integrare profondamente i singoli militari all’interno del grup-
po, trasformandoli in una squadra coesa e capace di agire in modo coordinato,
anche sotto estrema pressione. lo studio di Hockey evidenzia come il processo di
socializzazione militare non si limiti alla trasmissione di competenze tecniche, ma
includa anche la costruzione di una subcultura condivisa che promuove la solida-
rietà e il senso di appartenenza. Questi elementi risultano fondamentali non solo
per la coesione del gruppo, ma anche per il successo delle operazioni militari in sce-
nari altamente complessi e pericolosi.
54 marshall S. l. A. (2000). men against fire: the problem of battle command, University of oklahoma Press.
55 Siebold g. l. (2007) cit.
56 Hockey J. C. (2006). squaddies portrait of a subculture, liverpool University Press.
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