Page 113 - Rassegna 2025-2 supplemento
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La ConSuLEnza PSICoLogICa CoME oPPoRTunITà dI aCCRESCIMEnTo dEL SELf -EMPowERMEnT




                    Nel pre-turno, il lavoro si è concentrato sulla centratura, con l’obiettivo di inter-
               venire sul modo in cui il soggetto entrava nel servizio. inizialmente, il militare riferiva
               di af rontare l’inizio del turno in uno stato di reattività automatica: ad esempio, nel
               caso di un turno di mattina, sveglia rapida, colazione af rettata, corsa verso la caserma,
               e un’immediata immersione nelle incombenze operative, con un corpo già contratto.
               Attraverso il percorso psicologico, ha compreso che il modo in cui si entra nel turno
               può costituire una strategia di regolazione autonoma e consapevole. Ha quindi inizia-
               to a ritagliarsi uno spazio protetto prima del servizio, anche solo pochi minuti, per
               concentrarsi sul ritmo del respiro, rilassare il corpo e attivare la respirazione tattica. A
               questa ha associato l’uso di frasi guida, scelte personalmente, che ripeteva mentalmen-
               te durante la vestizione o la preparazione dell’equipaggiamento, come forma di auto-
               revolezza e centratura interiore. Questo rituale, semplice ma strutturato, ha trasfor-
               mato radicalmente l’ingresso nel turno, rendendolo più stabile, meno esposto alle fri-
               zioni iniziali e più centrato nelle prime ore, quelle a maggiore criticità. Non evitava
               l’impatto con la realtà operativa, ma sceglieva consapevolmente come af rontarlo.
                    durante le fasi operative caratterizzate da intensa attivazione emotiva, egli ha
               appreso a regolare la propria risposta f siologica tramite un ciclo respiratorio strut-
               turato in quattro fasi: inspirazione profonda, breve mantenimento del respiro, espi-
               razione controllata e una breve pausa prima della successiva inspirazione. Questo
               schema respiratorio, anche se applicato per pochi secondi, si è rivelato utile nel con-
               tenere i sintomi da iperattivazione come tachicardia e tensione muscolare. Questo
               ha permesso di prevenire il rischio di reazioni impulsive o confusione cognitiva
               durante le fasi critiche dell’intervento, favorendo un’azione più ef  cace.
                    La fase successiva del protocollo ha riguardato il recupero emotivo post-evento.
               Anche quando l’intervento si conclude positivamente, il corpo e la mente possono per-
               manere in stato di iperattivazione, con frequenza cardiaca elevata, tensione muscolare
               residua, disturbi del sonno, cefalee e pensieri intrusivi ricorrenti. Questa è una fase molto
               delicata, in cui il rischio di somatizzazione è maggiore se non viene attivato un processo
               di de-escalation f siologica e integrazione emotiva. L’intervento ha quindi previsto tec-
               niche mirate a disattivare progressivamente il sistema nervoso simpatico , ristabilire i
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               parametri f siologici di base, e promuovere una narrazione lucida e distaccata dell’espe-
               rienza, in modo da favorire l’elaborazione e la restituzione di senso all’evento vissuto.


               38  il sistema nervoso simpatico è una delle due principali componenti del sistema nervoso autonomo,
                  responsabile dell’attivazione f siologica dell’organismo in situazioni di allerta, emergenza o stress. Quando
                  percepiamo una minaccia o un’elevata richiesta ambientale, questo sistema si attiva automaticamente,
                  accelerando il battito cardiaco, aumentando la frequenza respiratoria, dilatando le pupille e preparando
                  i muscoli all’azione. È il circuito neurof siologico che sottende la risposta “lotta o fuggi”, fondamentale
                  per la sopravvivenza, ma che, se mantenuto attivo troppo a lungo, può generare ef etti negativi sul piano
                  f sico ed emotivo, come irritabilità, insonnia, af aticamento cronico e dif  coltà di concentrazione.

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