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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



                  Sottoposta a continui cannoneggiamenti anche Campobasso che subisce
             pesanti danni con la distruzione di decine e decine di abitazioni. La sera del 10
             ottobre viene colpito anche l’episcopio mentre il vescovo, monsignor Secondo
             Bologna, è intento nella cappella del seminario a recitare il Santo Rosario. Ad
             un tratto una forte esplosione fa crollare parte del tetto i cui calcinacci travol-
             gono il prelato che muore pochi minuti dopo nella caserma dei Carabinieri,
             oggi  Comando  Provinciale,  ubicata  proprio  di  fronte  al  seminario.  Il  fuoco
             canadese non risparmia neppure il piccolo comune di Ferrazzano, poco distan-
             te da Campobasso, con la popolazione in fuga in cerca di salvezza. Lo stesso
             giorno del 13 ottobre, mentre a Tavenna viene fucilato il Carabiniere Vincenzo
             Simone,  a  Ferrazzano  perde  la  vita  un  altro  militare  dell’Arma,  il  molisano
             Nicola Fazio per essere stato colpito in pieno da una granata durante il cannoneggiamento
             dell’artiglieria anglo-americana . Il Carabiniere ausiliario Fazio, appartenente alla
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             legione  del  Lazio,  in  forza  alla  stazione  di  Cesano  di  Roma,  si  trovava  a
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             Ferrazzano dal 18 settembre 1943 presso la sua famiglia siccome sbandato . Il giorno
             seguente alla morte di Fazio, è il 14 ottobre, proprio dall’area di Ferrazzano il
             battaglione degli Hastings con la sua potenza di fuoco apre le porte ai Royal
             Canadian che entrano a Campobasso abbandonata nella notte dai soldati tede-
             schi.  Il  capoluogo  nei  mesi  seguenti,  ribattezzato  col  nome  di  Canadatown,
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             diventa per alcuni mesi il principale centro logistico-amministrativo degli alleati.

             5.  Dalla liberazione di Campobasso
                  Dopo la liberazione di Campobasso i reparti canadesi continuano ad avan-
             zare per scacciare anche dagli altri comuni i reparti della 26  panzer tedesca.
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             Frattanto il generale Montgomery rendendosi conto che l’avanzata tra le foci
             del Biferno e del Trigno risulta lenta pensa che bisogna permettere al più presto
             il ricongiungimento ad Isernia tra l’Ottava e la Quinta Armata alleata per meglio
             affrontare la resistenza tedesca sulla linea Barbara. Ma per raggiungere la cittadi-
             na pentra è necessario superare la linea trasversale tra le due rive del Biferno
             sulle quali i tedeschi sono posizionati con diverse linee di difesa man mano che
             indietreggiano a S. Polo Matese, Colle D’Anchise, San Massimo, Casalciprano
             e,  in  alcuni  avamposti,  tra  i  quali  anche  Baranello,  a  pochi  chilometri  da
             Campobasso.
             42   Ivi, Direzione Territoriale Carabinieri Reali di Bari - Ufficio mobilitazione -. Rapporto sulle per-
                  dite di guerra del 14 gennaio 1944 a firma del Vice Comandante ten. col. Francesco Tuccari.
             43   Ibidem.
             44   Giovanni Artese, La seconda guerra mondiale nel Molise in Giovanni Cerchia e Giuseppe Pardini
                  (a cura di), L’Italia spezzata. Guerra e linea Gustav in Molise in Meridione Sud e Nord nel Mondo, a.
                  VIII, numero 1/2008, p. 95.

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