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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Città Aperta, Generale Umberto Presti, nel comunicare al generale Stahel,
Comandante le forze tedesche in Roma, di aver disposto per la soppressione di quasi
tutte le stazioni urbane già tenute dai carabinieri, lamentava che nonostante il massimo
sforzo che sarà dato… la deficienza numerica [nel rimpiazzare i carabinieri con per-
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sonale della finanza e della questura n.d.r.] sarà sempre grande .
Dopo aver dovuto pertanto tentare di neutralizzare i militari dell’Arma
della Capitale poiché si stavano organizzando nel Fronte Clandestino di
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Resistenza , i nazifascisti dovettero innanzitutto preoccuparsi di far rimanere al
proprio posto i Carabinieri dell’Italia non ancora liberata dagli Alleati. Le voci
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relative alla deportazione dei carabinieri romani si erano infatti già diffuse e
pertanto bisognava attivare immediatamente la macchina della propaganda e
della mistificazione, e in primis proprio all’interno della stessa Arma.
La spregevole operazione di disinformazione ebbe la firma di Archimede
Mischi , convinto fascista iscrittosi nel 1927 nella Milizia Volontaria di
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Sicurezza Nazionale in cui scalò tutti i gradi, che venne nominato da Graziani
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Comandante Generale dell’Arma il 4 ottobre 1943. Alle superstiti Legioni di
Torino, Milano, Verona, Bolzano, Padova, Trieste, Alessandria, Genova,
Bologna, Firenze, Livorno e Ancona nonché alla Scuola Centrale di Firenze,
con lettera avente oggetto Avvenimenti dell’Arma in Roma , comunicò falsamente
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che i loro commilitoni romani erano stati trasferiti in altre regioni dell’Alta Italia
7 ASACC, Documentoteca scatola 1279 fascicolo 12 (d’ora in poi D1279.12), lettera del
Generale Umberto Presti al Generale Stahel dell’8 ottobre 1943, in A.M. Casavola cit., p. 62.
8 Relazione del Generale Filippo Caruso, in Massimiliano Sole, I piani nazisti per la deportazione
dei Carabinieri di Roma nei telegrammi intercettati dagli alleati, in Flavio Carbone (a cura di),
Numero Speciale I Carabinieri del 1943 della “Rassegna dell’Arma dei Carabinieri”, a. LXX
(2023), p. 212.
9 Kappler, nella serata del 7 ottobre 1943, alle 22:05, comunicherà infatti al
Reichssicherheitshauptamt (RSHA) che: […] alcuni carabinieri sono stati allertati e, dopo aver scam-
biato le armi in loro possesso con abiti civili, si sono dati alla macchia nei dintorni di Roma. È ormai noto
che i CC saranno deportati in Germania. UK National Archive, reference HW 19/238, nr. 7275
Disarming of carabinieri in Rome and their despatch north. Cfr. https://discovery.nationa-
larchives.gov.uk/details /r/C10820047.
10 Dopo aver tentato inutilmente il suicidio il 25 aprile 1945, Mischi fu rinviato a giudizio pres-
so la sezione speciale della Corte d’Assise di Roma. Qui Mischi, per il quale il pubblico mini-
stero aveva richiesto la pena di morte, fu condannato a diciotto anni di reclusione, di cui sei
condonati. L’ex Comandante Generale dell’Arma poi divenuto Capo di Stato Maggiore del-
l’esercito fascista poté tornare in libertà già nel 1950 e nel 1955 si vide annullare dalla Corte
di Cassazione la sentenza del 1947 «per non aver commesso il fatto».
11 La sua fondazione, tra i primi tasselli della rivoluzione fascista, fu decisa ed annunciata dal
Consiglio dei Ministri del 28 dicembre 1922, presieduto da Benito Mussolini, e decretata dal
Re Vittorio Emanuele III con regio decreto-legge 14 gennaio 1923, n. 31, essa accorpò le
Squadre d’azione del Partito Nazionale Fascista (Camicie nere) e la milizia dei Sempre Pronti
per la Patria e per il Re dell’Associazione Nazionalista Italiana (Camicie azzurre).
12 Comando Generale dei Carabinieri - Ufficio Situazione, n. 22/1 di prot. R.P. del 9 ottobre 1943.
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