Page 42 - Rassegna 2023 Numero Speciale
P. 42

NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




                                             L’Italia era ormai “tagliata in due”, ma la divi-
                                        sione fisica tracciata dalla linea del fronte, aveva le
                                        sue origini politiche nella drammatica frattura che
                                        si era verificata il 25 luglio, quando si erano separati
                                        i destini della monarchia e del fascismo, legati dal
                                        compromesso stipulato nell’ottobre 1922.
                                             Nell’operazione  organizzata  dal  re,  da
                                        Badoglio,  nuovo  capo  del  governo,  e  dai  vertici
                                        dello Maggiore generale per porre fine al regime
                                        fascista,  un  ruolo  di  primo  piano  toccò  ai
                                        Carabinieri. L’arresto di Mussolini fu infatti affida-
                                        to dal Capo di Stato maggiore generale Ambrosio
                                        al  generale  Cerica,  dal  22  luglio  nuovo
             Il  maresciallo  d’Italia  Pietro   Comandante Generale dei Carabinieri, succeduto
             Badoglio Capo del Governo, dal
             25 luglio 1943 al 18 giugno 1944   al  generale  Hazon,  morto  tre  giorni  prima  nel
                   (Fonte: Wikipedia.it)   corso dei bombardamenti di San Lorenzo, a Roma.
                  Del compito, assolto nel migliore dei modi, di provvedere all’esecuzione
             materiale dell’arresto, furono incaricati il tenente colonnello Frignani, coman-
             dante del Gruppo interno di Roma, e i suoi più diretti collaboratori, i capitani
             Vigneri e Aversa .
                             (9)
                  La  caduta  del  fascismo  provocò  l’immediata  reazione  dei  tedeschi  che,
             non fidandosi delle assicurazioni del re e del suo governo, presero una serie di
             provvedimenti destinati ad avere nei mesi successivi pesanti conseguenze per
             l’Italia sotto il profilo militare. Adducendo la necessità di prevenire preannun-
             ciati sbarchi alleati sulle coste italiane e per dare manforte a quello che, nono-
             stante la caduta di Mussolini, restava ancora formalmente un paese alleato, i
             tedeschi dettero subito inizio a una vera e propria invasione del territorio nazio-
             nale. Provenienti dal Brennero, nel giro di tre settimane ingenti quantità di trup-
             pe penetrarono in Italia, alterando decisamente i rapporti di forze nella penisola
             in favore dei tedeschi, i quali alla metà di agosto potevano contare su diciassette
             divisioni, due brigate e circa centocinquantamila uomini non indivisionati; altre
             quattro divisioni erano segnalate in arrivo dal nord .
                                                              (10)

             (9)  Cfr. Renzo De Felice, Mussolini l’alleato, 1940-1945. I: L’Italia in guerra, 1940-1943, t. II, Crisi e
                  agonia del regime cit., pp. 1392 e ss.; Gianni Oliva, Storia dei carabinieri. Immagine e rappresentazione
                  dell’Arma (1814-1992), Milano, Leonardo, 1992, pp. 198 e ss.; Giuseppe Governale, Accanto agli
                  italiani. Carabinieri e nazione, due secoli di fedeltà e servizio, Milano, Mondadori, pp. 75-76.
             (10)  Cfr. Le operazioni delle unità italiane nel settembre-ottobre 1943, Min. Difesa, Roma, SME, Ufficio
                  storico, 1975, pp. 24 e ss.,  29 e 31; Lutz Klinkhammer, L’occupazione tedesca in Italia. 1943-
                  1945, Torino, Bollati Boringhieri, 1993.

             38
   37   38   39   40   41   42   43   44   45   46   47