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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
L’Italia era ormai “tagliata in due”, ma la divi-
sione fisica tracciata dalla linea del fronte, aveva le
sue origini politiche nella drammatica frattura che
si era verificata il 25 luglio, quando si erano separati
i destini della monarchia e del fascismo, legati dal
compromesso stipulato nell’ottobre 1922.
Nell’operazione organizzata dal re, da
Badoglio, nuovo capo del governo, e dai vertici
dello Maggiore generale per porre fine al regime
fascista, un ruolo di primo piano toccò ai
Carabinieri. L’arresto di Mussolini fu infatti affida-
to dal Capo di Stato maggiore generale Ambrosio
al generale Cerica, dal 22 luglio nuovo
Il maresciallo d’Italia Pietro Comandante Generale dei Carabinieri, succeduto
Badoglio Capo del Governo, dal
25 luglio 1943 al 18 giugno 1944 al generale Hazon, morto tre giorni prima nel
(Fonte: Wikipedia.it) corso dei bombardamenti di San Lorenzo, a Roma.
Del compito, assolto nel migliore dei modi, di provvedere all’esecuzione
materiale dell’arresto, furono incaricati il tenente colonnello Frignani, coman-
dante del Gruppo interno di Roma, e i suoi più diretti collaboratori, i capitani
Vigneri e Aversa .
(9)
La caduta del fascismo provocò l’immediata reazione dei tedeschi che,
non fidandosi delle assicurazioni del re e del suo governo, presero una serie di
provvedimenti destinati ad avere nei mesi successivi pesanti conseguenze per
l’Italia sotto il profilo militare. Adducendo la necessità di prevenire preannun-
ciati sbarchi alleati sulle coste italiane e per dare manforte a quello che, nono-
stante la caduta di Mussolini, restava ancora formalmente un paese alleato, i
tedeschi dettero subito inizio a una vera e propria invasione del territorio nazio-
nale. Provenienti dal Brennero, nel giro di tre settimane ingenti quantità di trup-
pe penetrarono in Italia, alterando decisamente i rapporti di forze nella penisola
in favore dei tedeschi, i quali alla metà di agosto potevano contare su diciassette
divisioni, due brigate e circa centocinquantamila uomini non indivisionati; altre
quattro divisioni erano segnalate in arrivo dal nord .
(10)
(9) Cfr. Renzo De Felice, Mussolini l’alleato, 1940-1945. I: L’Italia in guerra, 1940-1943, t. II, Crisi e
agonia del regime cit., pp. 1392 e ss.; Gianni Oliva, Storia dei carabinieri. Immagine e rappresentazione
dell’Arma (1814-1992), Milano, Leonardo, 1992, pp. 198 e ss.; Giuseppe Governale, Accanto agli
italiani. Carabinieri e nazione, due secoli di fedeltà e servizio, Milano, Mondadori, pp. 75-76.
(10) Cfr. Le operazioni delle unità italiane nel settembre-ottobre 1943, Min. Difesa, Roma, SME, Ufficio
storico, 1975, pp. 24 e ss., 29 e 31; Lutz Klinkhammer, L’occupazione tedesca in Italia. 1943-
1945, Torino, Bollati Boringhieri, 1993.
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