Page 310 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
Esaminando la documentazione emerge chiaramente l’impegno nel garantire
i servizi svolti quotidianamente in quei giorni dall’Arma a favore sia della popola-
zione, sia degli Alleati come risultano evidenti dalle registrazioni della Stazione dei
Carabinieri di Ispica. In particolare, il memoriale del servizio giornaliero riporta
correttamente l’impegno dei militari dell’Arma nelle giornate del 10 e 11 luglio
1943, che riguardavano il controllo delle zone bombardate, di soccorso ai feriti,
mentre il 12 luglio il memoriale è lasciato in bianco segno di un possibile precipi-
toso allontanamento dei Carabinieri di quella Stazione. In realtà, a partire da qual-
che giorno dopo, i Carabinieri della Stazione di Ispica svolgono regolarmente ser-
vizio: prevalentemente si tratta di vigilanza al presidio militare a disposizione degli
alleati e di sorveglianza alla linea ferrata nonché di controllo del territorio, indi-
spensabile per garantire la sicurezza e la continuità delle linee di comunicazione .
(12)
I servizi dei giorni successivi annotati regolarmente da quel comandante di
Stazione chiariscono in modo sintetico ed efficace il ruolo quotidiano assolto dai
militari di quel piccolo reparto che rapidamente fu impegnato nei suoi compiti
ordinari, di quel servizio d’istituto che ha sempre costituito l’essenza principale
di ogni presidio dell’Arma, sin dalla sua fondazione. A partire da quelle giornate
di luglio si ebbe un cambiamento radicale dell’assetto locale, con i Carabinieri
impegnati ad affrontare una nuova e ancor più difficile sfida. Essi si ritrovarono
in una situazione politica e sociale fortemente tormentata soprattutto in Sicilia,
impegnati concretamente in prima linea nel fronteggiare una criminalità che non
si limitava a piccoli furti legati alla sopravvivenza ma che mostrò rapidamente
un’aggressività senza pari arrivando ad una vera e propria lotta armata contro gli
organi dello Stato, quasi sempre rappresentati dalle Stazioni Carabinieri nelle
località più lontane dai principali centri urbani. Dunque, oltre alla situazione di
guerra e alla conquista della Libertà raggiunta solamente il 25 aprile 1945 i
Carabinieri in Sicilia dovettero fronteggiare un altro e nuovo mostro: il banditi-
smo siciliano che propagandava l’indipendenza dell’Isola dal resto d’Italia.
Sicuramente gli accadimenti del 1943 segnarono una frattura importante, facen-
do vivere alla Sicilia un dopoguerra anticipato in quanto fu il primo territorio a tornare
sotto l’amministrazione del sud, fu una vera tragedia causato dal capovolgimento delle
sorti militari, la destabilizzazione sociale, e l’Arma dei Carabinieri fu l’espressione di
una Istituzione che seppe contenere l’impatto del cambiamento. In questo senso, pro-
prio i memoriali del servizio giornaliero riescono a restituire accanto a quella routine
di tutti i giorni, quegli eventi eccezionali tra cui conflitti a fuoco o comunque scontri
armati che pure furono una costante di quegli anni nella Sicilia liberata.
(12) Per la descrizione dei caratteri estrinseci ed intrinseci del memoriale si rinvia a M. L.
Annaloro, Inventario del fondo Compagnia Carabinieri di Modica cit.
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