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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




             menti avvenuti nella situazione italiana . Innanzitutto, con lo sbarco degli alleati
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             in Sicilia, avvenuto tra il 10 e il 12 luglio nelle coste a sud dell’isola, il 25 luglio
             con la dichiarazione della caduta del fascismo e l’8 settembre del 1943 con l’en-
             trata in vigore dell’armistizio di Cassibile firmato dal governo Badoglio, mutano
             sensibilmente le condizioni di sicurezza e i modi di salvaguardare il patrimonio
             archivistico; non si tratta più di difenderlo da bombardamenti, incendi e saccheg-
             gi, ma quanto di una difesa contro la guerra guerreggiata e le sue conseguenze;
             soprattutto dopo l’8 settembre al tedesco si aggiunse quello fascista repubblichi-
             no. Si pensi che, nel cosiddetto “armistizio lungo”, quello sottoscritto dal mare-
             sciallo d’Italia Badoglio il 29 settembre 1943, all’art. 35 prescriveva che: il Governo
             italiano fornirà tutta l’informazione e tutti i documenti richiesti dalle Nazioni Unite. È vie-
             tata la distruzione e l’occultamento di archivi, verbali, progetti o qualsiasi altro documento o
             informazione. Dunque si trattò di preservare, per quanto possibile, il patrimonio
             documentario  indispensabile  per  capire  le  logiche  militari,  cogliere  qualsiasi
             informazione e studiarne i territori occupati in grado di sconfiggere rapidamente
             il nemico. Oltre a preservare il materiale documentario storico diventava ancora
             più importante salvaguardare la documentazione corrente. Il successivo articolo
             37 istituiva una commissione di controllo, organismo estremamente complesso,
             incaricata di regolare ed eseguire l’armistizio in base agli ordini e alle direttive
             generali delle Forze Alleate; nello specifico si occupava di supervisionare e con-
             trollare le amministrazioni territoriali liberati sia civile sia militare.
                  Nella Sicilia conquistata e liberata dal fascismo, l’occupazione alleata iniziò
             a muovere i primi passi e a darsi una struttura organizzativa stabile concepita
             per fungere da organismo di amministrazione civile nei paesi che man mano
             andava conquistando. La Commissione era organizzata su tre livelli principali:
             quartieri  generali,  regioni,  province  e  era  affiancata  dall’Allied  Military
             Government of  Occupied Territories (AMGOT) che comprendeva la V, VIII e XV
             armata. Alcuni ufficiali dell’AMGOT a livello locale gestivano il territorio in
             collaborazione con la polizia civile, con le unità combattenti stanziate nel luogo
             e quelle militari. Così era indispensabile l’appoggio dell’Arma dei Carabinieri
             individuata proprio in relazione alle disposizioni imposte nell’isola dal respon-
             sabile dell’Ufficio Affari Civili dell’AMGOT . Gli Alleati, correttamente e in
                                                        (5)
             linea con le convenzioni internazionali, impiegarono i Carabinieri in qualità di
             forza dell’ordine che garantiva sicurezza ed efficacia.


             (4)  Elvira Gencarelli, Gli archivi italiani nella Seconda guerra mondiale, Roma, 1979, p. 17.
             (5)  Professore Manlio Corselli, I Carabinieri, lo sbarco alleato in Sicilia e l’Allied Military Government
                  of  Occupied Territories (AMGOT) (luglio 1943 - febbraio 1944), in Rassegna dell’Arma dei Carabinieri,
                  n. 2, anno LXVIII - aprile/giugno 2021, pp. 175-198.

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