Page 123 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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ARMA COMBATTENTE.
I CARABINIERI REALI NELLA DIFESA DI ROMA
Così alle 19:30 il battaglione Allievi è sostituito dallo squadrone appiedato
della legione Roma agli ordini del tenente colonnello Gaetano Russo.
Alle 20:00 il battaglione lascia la zona delle operazioni e si concentra nei
pressi della basilica di San Paolo per fare ritorno presso la legione Allievi. In
questa fase, il comandante del battaglione si allontana senza altri ordini che fare
rientro in sede. Così, non si procede al passaggio di consegne delle armi auto-
matiche di reparto, lasciando i Carabinieri a cavallo appiedati forniti solo delle
armi individuali e delle relative munizioni. Così, mentre il battaglione fece rien-
tro a piedi dalla basilica di San Paolo alla legione Allievi, lo squadrone appieda-
to, composto da circa duecento uomini si posizionò lì dove si erano già attestati
gli allievi Carabinieri .
(25)
Il secondo reparto dell’Arma presente ai combattimenti era comandato
dal tenente colonnello Gaetano Russo, comandante del 1° battaglione
Carabinieri Reali Roma I, con sede presso la caserma “Podgora”, ma il suo
reparto era in fase di riorganizzare. Ai suoi ordini il 3° squadrone, quello moto-
corazzato, del gruppo squadroni Carabinieri Reali in forza alla legione
Carabinieri di Roma . Fin verso le 02:00 i tedeschi continuarono a lanciare
(26)
brevi attacchi allo scopo di saggiare la reazione delle truppe italiane. Infatti,
oltre ai Carabinieri, difendevano il caposaldo la colonna della PAI e un “reparto
di arditi guastatori provvisti di armi automatiche, […] un reparto di bersaglieri
con mitragliatrici pesanti in postazioni arretrate, tutti sostenuti da pezzi anticar-
ro e da carri armati” .
(27)
I Carabinieri a cavallo riuscirono a contenere, insieme ai militari di altri
corpi, i tentativi tedeschi sino all’arrivo dell’ordine di sospensione dei combat-
timenti attorno alle ore 09:30.
In questo modo i militari dell’Arma fecero ritorno alla caserma Pastrengo
grazie ad alcuni camion in transito, mentre un plotone che ricevette l’ordine in
ritardo ritornò a piedi nel corso della mattinata.
Anche nei combattimenti sostenuti dai militari dell’Arma territoriale vi
furono atti di valore e perdite.
(25) Il capitano Colella, nella sua relazione, riferisce che chiamata telefonicamente la legione, gli
fu detto che questa era sciolta. Giunti alle 23:00 in caserma, egli poté constatare che gli allievi
del 1° battaglione e del gruppo squadroni avevano già abbandonato l’infrastruttura su dispo-
sizione del comandante della Legione, tenente colonnello Ettore Chirico, ASAC, D124.6,
relazione del capitano Franz Colella datata 12 ottobre 1944.
(26) Oltre al capitano Michele Ippolito, i tre plotoni erano comandati dai sottotenenti Luigi
Renzo e Giovanni Buffa, nonché dal maresciallo d’alloggio Antonio Dearca, ASAC,
D125.15, relazione “Difesa di Roma del 9-10 settembre 1943, Partecipazione al combatti-
mento di un contingente del Gruppo Squadroni della Legione di Roma”.
(27) ASAC, D125.15, relazione “Difesa di Roma cit”.
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