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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




             6.  Alcune considerazioni finali sull’operato dei Carabinieri
                  Va ricordato che le operazioni cessarono a seguito dell’accordo assunto
             alle ore 16:00 del 10 settembre 1943 con le forze armate tedesche che prevede-
             vano la fine delle ostilità nella città di Roma.
                  Sarebbe stata mantenuta in servizio una sola Divisione, la “Piave”, forte
             di non più di quattromila uomini, allo scopo di coprire i servizi necessari nella
             capitale già dichiarata “città aperta”; allo scopo fu anche creato un Comando
             “Città Aperta di Roma” (di cui parla Alessandro Gionfrida in altre pagine).
                  Secondo quanto riportato dall’Agenzia Stefani all’epoca l’accordo era stato
             raggiunto: “Le trattative iniziate ieri fra le autorità militari italiane e tedesche si
             sono concluse il 10 settembre alle ore sedici con l’accettazione di un accordo
             secondo il quale viene stabilito che le truppe tedesche devono sostare ai margini
             della  città  libera  di  Roma,  salvo  l’occupazione  della  sede  dell’ambasciata  di
             Germania, della Stazione Radio “Roma I” e della centrale telefonica tedesca.
             Sua Eccellenza il generale Calvi di Bergolo, nominato comandante della città
             aperta di Roma, avrà alle sue dipendenze una Divisione di Fanteria per il man-
             tenimento dell’ordine pubblico, oltre tutte le forze di polizia. I Ministri riman-
             gono in carica per il normale funzionamento dei rispettivi dicasteri”.
                  Si conoscono bene invece i comportamenti spregiudicati e spergiuri dei
             tedeschi che, oltre a catturare i soldati italiani, sottoposero la città a una occu-
             pazione che portò fame e miseria, oltre a saccheggi e uccisioni indiscriminate.
                  Con la firma dell’accordo, cessò la partecipazione diretta di unità organi-
             che dell’Arma dei Carabinieri Reali alla difesa di Roma; ma vi fu anche l’avvio
             delle prime reti resistenziali nella capitale dove pure i Carabinieri costituirono
             un importante pilastro soprattutto all’interno del Fronte Militare Clandestino di
             Resistenza e, in particolare, attraverso la cosiddetta “Banda Caruso” di cui si
             parlerà in altre pagine.
                  Da parte dell’Arma, i combattimenti sostenuti con i tedeschi costarono il
             sacrificio  di  diciassette  caduti  e  quarantotto  feriti .  Per  il  comportamento
                                                              (28)
             tenuto furono concesse (alla memoria) una Medaglia d’Oro ed una d’Argento
             al  Valor  Militare  (capitano  Orlando  De  Tommaso  e  Carabiniere  Antonio
             Colagrossi), una Medaglia d’Argento al Valor Militare a vivente (vicebrigadiere
             Giuseppe Cerini), tre Medaglie di Bronzo sempre al Valor Militare e venticinque
             Croci di Guerra al Valor Militare.

             (28)  Per questi dati si rinvia a Arnaldo Ferrara, generale di divisione (a cura di), I Carabinieri nella
                  resistenza e nella guerra di liberazione, Roma, Ente Editoriale dell’Arma dei Carabinieri, 1978, pp.
                  9-13 ed anche all’opuscolo Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, collana Per non dimenticare,
                  1943. I Carabinieri alla difesa di Roma, Roma, Istituto Grafico Editoriale Romano, 1993, p. 23.
                  Altre fonti riportano un diverso numero di militari caduti e feriti.

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