Page 124 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
6. Alcune considerazioni finali sull’operato dei Carabinieri
Va ricordato che le operazioni cessarono a seguito dell’accordo assunto
alle ore 16:00 del 10 settembre 1943 con le forze armate tedesche che prevede-
vano la fine delle ostilità nella città di Roma.
Sarebbe stata mantenuta in servizio una sola Divisione, la “Piave”, forte
di non più di quattromila uomini, allo scopo di coprire i servizi necessari nella
capitale già dichiarata “città aperta”; allo scopo fu anche creato un Comando
“Città Aperta di Roma” (di cui parla Alessandro Gionfrida in altre pagine).
Secondo quanto riportato dall’Agenzia Stefani all’epoca l’accordo era stato
raggiunto: “Le trattative iniziate ieri fra le autorità militari italiane e tedesche si
sono concluse il 10 settembre alle ore sedici con l’accettazione di un accordo
secondo il quale viene stabilito che le truppe tedesche devono sostare ai margini
della città libera di Roma, salvo l’occupazione della sede dell’ambasciata di
Germania, della Stazione Radio “Roma I” e della centrale telefonica tedesca.
Sua Eccellenza il generale Calvi di Bergolo, nominato comandante della città
aperta di Roma, avrà alle sue dipendenze una Divisione di Fanteria per il man-
tenimento dell’ordine pubblico, oltre tutte le forze di polizia. I Ministri riman-
gono in carica per il normale funzionamento dei rispettivi dicasteri”.
Si conoscono bene invece i comportamenti spregiudicati e spergiuri dei
tedeschi che, oltre a catturare i soldati italiani, sottoposero la città a una occu-
pazione che portò fame e miseria, oltre a saccheggi e uccisioni indiscriminate.
Con la firma dell’accordo, cessò la partecipazione diretta di unità organi-
che dell’Arma dei Carabinieri Reali alla difesa di Roma; ma vi fu anche l’avvio
delle prime reti resistenziali nella capitale dove pure i Carabinieri costituirono
un importante pilastro soprattutto all’interno del Fronte Militare Clandestino di
Resistenza e, in particolare, attraverso la cosiddetta “Banda Caruso” di cui si
parlerà in altre pagine.
Da parte dell’Arma, i combattimenti sostenuti con i tedeschi costarono il
sacrificio di diciassette caduti e quarantotto feriti . Per il comportamento
(28)
tenuto furono concesse (alla memoria) una Medaglia d’Oro ed una d’Argento
al Valor Militare (capitano Orlando De Tommaso e Carabiniere Antonio
Colagrossi), una Medaglia d’Argento al Valor Militare a vivente (vicebrigadiere
Giuseppe Cerini), tre Medaglie di Bronzo sempre al Valor Militare e venticinque
Croci di Guerra al Valor Militare.
(28) Per questi dati si rinvia a Arnaldo Ferrara, generale di divisione (a cura di), I Carabinieri nella
resistenza e nella guerra di liberazione, Roma, Ente Editoriale dell’Arma dei Carabinieri, 1978, pp.
9-13 ed anche all’opuscolo Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, collana Per non dimenticare,
1943. I Carabinieri alla difesa di Roma, Roma, Istituto Grafico Editoriale Romano, 1993, p. 23.
Altre fonti riportano un diverso numero di militari caduti e feriti.
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