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BREVI OSSERVAZIONI SULLA LEGALITÀ PENALE
A PROPOSITO DEL LIBRO DI SILVIA DE BLASIS
fondamentali che devono essere assicurate ai consociati: temi quali, per esem-
pio, la prevedibilità della evoluzione interpretativa della norma, o, piuttosto,
l’esigenza di disciplinare il mutamento nel corso del tempo degli orientamenti
giurisprudenziali, costituiscono problemi della massima importanza che non
sembrano ancora avere trovato adeguata risposta nel sistema normativo vigen-
te. Ecco, allora, che in un contesto normativo e giurisprudenziale radicalmente
diverso, appare indispensabile interrogarsi sulla capacità dei corollari storica-
mente ricondotti al principio di legalità di tutelare adeguatamente garanzie fon-
damentali come la certezza del diritto e la libertà di autodeterminazione del cit-
tadino ed eventualmente di affiancare loro strumenti concepiti proprio per
meglio fronteggiare i nuovi problemi emersi.
Dall’esame dei corollari su cui si fonda il principio di legalità rispetto all’at-
tuale sistema penalistico è possibile vedere come alcuni di essi siano rispettati
solo da un punto di vista formale. Nel prendere di nuovo le mosse dalle rifles-
sioni dell’autore nella citata recente monografia, tra i corollari che devono essere
messi in discussione spiccano i principi della riserva di legge e di determinatezza,
specie se si tiene conto del ruolo significativo rivestito dalla giurisprudenza nella
precisazione del contenuto della norma penale, la cui causa principale è da rinve-
nirsi nell’evidente deficit di determinatezza che caratterizza i più recenti interventi
normativi in materia penale: fattispecie ambigue ed indeterminate non rendono
agevolmente conoscibile il precetto e, quindi, richiedendo un intervento chiarifi-
catore della giurisprudenza, possono aprire la strada al rischio di interpretazioni
imprevedibili e, talvolta, estensive della punibilità, con tutto ciò che di pregiudi-
zievole ne deriva sul piano della libertà di autodeterminazione del cittadino.
Eppure, proprio il principio di determinatezza sembra quello maggior-
mente in grado di tutelare i diritti fondamentali: se è astrattamente possibile che una
regola vigente in un determinato ordinamento possa essere accessibile al cittadino anche se non
è frutto di una legge di emanazione parlamentare, non è ipotizzabile che il destinatario della
norma ne comprenda il significato in presenza di una disposizione (o, più genericamente, di
un comando) indeterminata il cui significato non sia autenticamente comprensibile dalla let-
tura del testo .
(4)
Rispetto, quindi, ad un contesto di profonda incertezza, sarebbe opportu-
no intervenire già nella fase di scrittura della norma per garantire la qualità della
descrizione legislativa mediante la quale è espresso il precetto.
Il legislatore dovrebbe descrivere il fatto penalmente rilevante in modo
semplice e chiaro al fine di porre un cittadino medio nella possibilità oggettiva
di comprendere il contenuto del precetto.
(4) De Blasis, L’intellegibilità come misura oggettiva di prevedibilità della norma penale, cit., 14.
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