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BREVI OSSERVAZIONI SULLA LEGALITÀ PENALE
A PROPOSITO DEL LIBRO DI SILVIA DE BLASIS
Il terzo capitolo è quindi dedicato proprio ad un ampio approfondimento
del principio di prevedibilità. Si sottolinea, come operazione preliminare, l’esi-
genza di definire l’oggetto della prevedibilità, nel quale dovrebbero confluire,
naturalmente, la condotta comandata o vietata e le circostanze aggravanti o
attenuanti, la qualificazione giuridica del fatto e il trattamento sanzionatorio e,
in un’ottica di più efficace tutela, anche le disposizioni dell’ordinamento penitenziario
che comportano una radicale modifica della natura della pena inflitta (pag. 182). Si precisa,
altresì, dato il ruolo fondamentale che riveste il diritto vivente nella definizione
del contenuto della norma penale, che la prevedibilità non dovrebbe essere cir-
coscritta alla sola legge penale, ma dovrebbe estendersi anche agli orientamenti
giurisprudenziali: la prevedibilità diventa così la conoscibilità della applicazione
che la giurisprudenza fa della norma.
Sono numerose le ipotesi nelle quali si può configurare il problema della
prevedibilità della decisione giudiziaria: risulta particolarmente meritevole di
attenzione l’ipotesi della insorgenza di un contrasto giurisprudenziale, che si è
proposto di risolvere anche ampliando la portata applicativa dell’art. 5 c.p., nel
quale dovrebbe così confluire anche l’errore di diritto dettato dal gravemente cao-
tico atteggiamento della giurisprudenza .
(7)
Tra tutti i problemi posti dalla prevedibilità sorge naturalmente l’esigenza
di determinare un parametro affidabile rispetto al quale formulare tale giudizio.
Dimostrato come, sul punto, la giurisprudenza della CEDU appare ancora ten-
denzialmente oscillante, avendo fatto riferimento, nelle sue numerose decisioni
in relazione alla prevedibilità, a criteri fra loro diversi, non si è mancato di sot-
tolineare come questo parametro non può che avere carattere oggettivo; carat-
tere che viene ravvisato proprio nella intellegibilità della disposizione.
L’interpretazione apparirà prevedibile nella misura in cui la lettura proposta rap-
presenti un’evoluzione ragionevole del significato letterale desumibile dalla pro-
posizione linguistica in cui è configurata la norma. Secondo questa concezione,
quindi, l’intellegibilità costituisce il presupposto indefettibile della prevedibilità.
Posta la rilevanza della prevedibilità, occorre domandarsi attraverso quale
o quali strumenti questo principio possa filtrare le trame del diritto positivo .
(8)
La prevedibilità viene anzitutto intesa quale possibilità, per il cittadino, di prefi-
gurarsi la possibile evoluzione della interpretazione della norma: è quindi imme-
diatamente rilevabile la stretta correlazione tra la prevedibilità e la colpevolezza.
(7) De Blasis, L’intellegibilità come misura oggettiva di prevedibilità della norma penale, cit., p. 205 ss.
(8) Tema affrontato, ad esempio, da Palazzo, Legalità fra law in books e law in action, in Dir. pen. cont.
- Riv. Trim., 2016, 3, p. 4 ss.; Perrone, Nullum crimen sine iure. Il diritto penale giurisprudenziale tra
dinamiche interpretative in malam partem e nuove istanze di garanzia, cit., nonché, da ultimo, De
Blasis, L’intellegibilità come misura oggettiva di prevedibilità della norma penale, cit., p. 255 ss.
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