Page 198 - Rassegna 2022-4
P. 198
LIBRI
Essere Carabiniere in quei primissimi anni di vita del regno d’Italia significava
vivere lontano da casa e rischiare sicuramente la vita, ma anche conoscere una
parte della Penisola che fino a pochi mesi prima era racchiusa da un confine ammi-
nistrativo completamente diverso e ambire a un riconoscimento sociale al termine
del servizio nell’Arma che costituiva un elemento decisivo nella scelta di molti mili-
tari.
La ricerca è lunga e i dati molto puntuali raccolti ed esposti dall’autore riescono
a dare una chiara idea dell’attività di servizio dei Carabinieri nel contrasto al
Brigantaggio prima e alla criminalità comune poi. Si noti anche che sono analizzati
aspetti meno conosciuti come le infrastrutture occupate dall’Arma, l’impatto a
livello locale delle riorganizzazioni ordinative tenute nel corso della seconda metà
dell’Ottocento e, come nota di colore, la presenza in Molise del sottotenente Felice Cau,
poeta dialettale sardo che ricoprì l’incarico di comandante della sezione di Agnone
sul finire del secolo.
Si può dire che Sergio Bucci ha avuto il grande merito di mettere a sistema le
fonti a stampa già note ma di continuare la ricerca individuando fonti primarie
poco conosciute o inedite. Attraverso tale ricerca complessa e articolata, l’autore
offre un quadro chiaro e ben delineato di quello che fu l’impegno dei Carabinieri
in terra molisana nei primi cinquant’anni di vita unitaria, impegno che spesso fu
portato a termine fino all’estremo sacrificio.
Tenente Colonnello
Flavio Carbone
196

