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LIBRI
Sergio Bucci
La Benemerita in Molise
Storia dei Carabinieri per una società e un territorio
nel XIX secolo
Palladino Editore, 2022, pagg. 548, euro 20,00
Sergio Bucci, giornalista RAI e autore di altri volumi
dedicati alla storia, introduce il lettore in un terreno
ancora poco praticato. In forza di una ricerca archivi-
stica profonda attraverso lo scavo condotto in diversi
istituti culturali, l’autore è riuscito a costruire sapiente-
mente la presenza dei Carabinieri Reali nella realtà
molisana del XIX secolo.
La ricerca, un aspetto sul quale è necessaria una pro-
fonda riflessione, è stata condotta sia attraverso lo spo-
glio di periodici locali dalla difficile reperibilità, sia dalle opere fondamentali per la
storia del Brigantaggio e per la storia del Molise, ma soprattutto grazie a una ricerca
in archivi differenti, in primis, quello di Campobasso, ma poi quello di Napoli e l’ar-
chivio dell’Ufficio Storico del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri (ora
Direzione dei Beni Storici e Documentali) che ha consentito di analizzare e di chia-
rire numerosi aspetti dell’insediamento dei primi militari dell’Arma dei Carabinieri
giunti sin dal 1° gennaio 1861 in Campobasso agli ordini del capitano Adolfo
Piroth con il compito di organizzare il servizio dell’Arma nell’area, istituendo i
comandi e dando vita alle primissime attività di controllo del territorio.
Giova ricordare che, prestare servizio in quei primissimi anni di Unità nazionale
nella piccola regione, non doveva essere cosa facile considerando che il fenomeno del
Brigantaggio a favore dei Borbone stava esplodendo e che tante morti causò da
entrambe le parti contendenti, i Carabinieri quali rappresentanti dello Stato nelle con-
trade più lontane pagarono un alto prezzo proprio a difesa dei cittadini e di quel
Paese che si stava lentamente formando almeno da un punto di vista amministrativo.
È significativo segnalare che il primo caduto dell’Arma in terra molisana fu il
Carabiniere Reale Angelo Coggini, venticinquenne che, inviato da Agnone a
Roccasicura in abiti borghesi per svolgere attività informativa, fu ucciso il 26 giugno 1861
da due fratelli in quell’abito. Il decesso del militare testimonia come l’attività di
carattere info-operativa dei Carabinieri fosse svolta spesso in borghese per sfuggire
a quel servizio di vedette che spesso aiutavano i briganti nella loro azione contro
lo Stato. In effetti, la morte di Angelo Coggini testimonia anche come fosse una
prassi comune, anche durante quegli anni, vestire l’abito borghese per svolgere
regolarmente il proprio servizio di forza dell’ordine.
Un altro dato particolarmente interessante emerge dalle pagine della ricerca
attenta di Bucci: l’estrema difficoltà a gestire un territorio estremamente vasto e
infestato da fenomeni criminali molto pericolosi con un basso numero di
Carabinieri. Appare piuttosto comune anche in quegli anni lamentare giustamente
la necessità di estendere il controllo delle zone più boschive e pedemontane attra-
verso l’istituzione di ulteriori Stazioni che, però, dovevano essere poi occupate da
Carabinieri che non c’erano. Tra le difficoltà di bilancio che spingevano a mante-
nere una forza tutto sommato modesta e la ritrosia di molti giovani ad arruolarsi
nell’Arma per la lunga ferma e il servizio particolarmente gravoso anche i limita-
tissimi numeri dell’organico dei Carabinieri non si riuscivano a riempire.
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