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AGRO ECO AMBIENTE
Il celebre affresco di Ambrogio Lorenzetti conosciuto come Allegoria del
Buono e del Cattivo Governo che si trova presso il Palazzo Pubblico di Siena (Sala
dei Nove) celebra questo passaggio come un momento della vita comunitativa
fondato sulla Giustizia, raffigurata nella duplice veste aristotelica della Giustizia
distributiva (che ordina la società) e di quella commutativa (che mantiene l’egua-
glianza e l’equilibrio). Tali “bisogni sociali”, di ordine e di equilibrio, sono così
fatti propri dalla Comunità la quale li gestisce e li amministra con metodologie
sempre più sofisticate sino a trasfigurarsi in una entità autonoma, separata dal
corpo collettivo, ma con questo inscindibilmente connessa (107) .
La produzione di regole ed il conseguente processo di istituzionalizzazio-
ne espongono la comunità genitrice al rischio di dissolversi in sommatoria di
singoli interessi e potestà, spesso tra loro confliggenti. L’allentarsi del legame
comunitario comporta a sua volta l’affievolirsi del sentimento collettivo nei
confronti della miglior cura per la cosa comune, la quale viene progressivamen-
te avvertita come “potestà pubblica” oramai “appaltata” all’ente comunale e da
questi gestita in autonomia.
Attualmente nell’opinione pubblica è vivo il dibattito e da più parti si stanno
intensificando le istanze di quanti avvertono la necessità di una riconquista di
spazi pubblici democratici (108) , incentrati su relazioni socio-ambientali informate
all’equilibrio ecologico, alla giustizia sociale e condotte in posizione paritaria tra
società civile ed ente pubblico. Si tratta, in definitiva, di un passaggio inverso
rispetto a quello illustrato da Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo Pubblico di
Siena, un rinnovato dialogo tra Comunità e Comune avvertito come indispen-
sabile presupposto di una effettiva ed efficace politica territoriale (109) .
(107) Nell’affresco di Ambrogio Lorenzetti tale passaggio è raffigurato attraverso ventiquattro cit-
tadini senesi che offrono e cedono il “canapo della concordia” ad un uomo, severo e barbuto,
personificazione del Comune. Per approfondimenti, M. CARLOTTI, Il bene di tutti. Gli affreschi
del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo pubblico di Siena, Firenze, 2010.
(108) Cfr. U. MATTEI, cit., pagg. 100 e ss.
(109) Emblematico in proposito il fenomeno delle cosiddette Cooperative di Comunità, un vero e
proprio esperimento sociale derivato dalle istanze di democraticità provenienti dalla società
civile, dall’associazionismo e dalle altre realtà sociali, come risposta collettiva al progressivo
al mantenimento qualitativo del welfare locale. Proprio in materia di “Cooperativa di
Comunità” la Corte Costituzionale, con la recente sentenza n. 131/2020, ha sancito un prin-
cipio di diritto suscettibile di inaugurare una “stagione nuova” per il cosiddetto Terzo Settore.
Con tale pronuncia, infatti, la Consulta ha riconosciuto come il Terzo Settore, per propria
intrinseca vocazione, sia proteso a partecipare, insieme ai soggetti pubblici, alla realizzazione
dell’interesse generale, ma con logiche distinte e diverse da quelle proprie dei poteri pubblici.
Ed è proprio in tale, diversa, “logica di azione” che la Corte ha individuato il tratto distintivo
e rilevante degli Enti del Terzo Settore: in quanto espressione del tessuto sociale, essi costi-
tuiscono quel prezioso anello di congiunzione tra l’ente pubblico e la società civile, contri-
buendo quindi alla migliore amministrazione della cosa comune. Per tale peculiare natura gli
ETS nascono e vivono in un contesto diverso da quello del profitto e del mercato; essi non
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