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STUDI MILITARI



             della  nostra  Marina,  ed  è  simbolo  della  continuità  dei  vincoli  che  legano  la
             Marina all’Arma dei Carabinieri, le cui tradizioni non esaltano soltanto il passa-
             to ma sono sempre vive e attuali.
                  Vi sono alcune affinità spirituali tra la Marina e l’Arma dei Carabinieri,
             alcune doti che fanno parte di uno stesso patrimonio, come quello del riserbo,
             della fedeltà, del sacrificio silenzioso, della perseveranza nell’azione per conse-
             guire un intento unico: il bene della Patria.
                  I marinai vigilano sui nostri mari, come i carabinieri sul nostro territorio,
             con compiti che possono riassumersi in una sintetica espressione: la sicurezza
             della Nazione.
                  La Marina ha avuto modo di valutare e di apprezzare anche direttamente
             le particolari doti dei Carabinieri attraverso l’alto rendimento dei Reparti che
             prestano servizio alle sue dipendenze da ben 87 anni.
                  Fu nel luglio del 1880 che, per la prima volta, venne istituito il Servizio dei
             Carabinieri per la Marina con compiti di controllo, di polizia ordinaria, e giudi-
             ziaria militare, negli Arsenali, negli Stabilimenti di lavoro. La fattiva opera di col-
             laborazione fu svolta sempre con alto spirito di partecipazione alla vita della
             Marina, come se i Reparti addetti facessero parte integrante di Essa.
                  La nuova Fregata che entrerà a far parte della flotta, modernissima nei
             suoi impianti, nelle sue attrezzature, porterà dunque un nome che è simbolo del
             dovere, di quello che si deve fare come atto spontaneo e che scaturisce dal pro-
             fondo rispetto per le istituzioni e dall’amore verso il popolo.
                  Sono  certo  che,  in  questo  fausto  giorno,  i  Carabinieri  presenti  a  Riva
             Trigoso rappresentano anche i compagni lontani impegnati in zone impervie,
             in una lotta giornaliera per reprimere ogni illecito, ogni minaccia alla libertà,
             custodi di quei beni spirituali, sociali, di quei diritti che un popolo conquista
             dopo secoli di dura lotta e che costituiscono un patrimonio comune, espressio-
             ne di civiltà e di progresso di un Paese.
                  La Marina adempie oggi affettuosamente ad un giusto atto di riconosci-
             mento legando il nome dell’Arma alle fortune di questa nuovissima nave.
                  Al Comandante Generale, a tutti gli Ufficiali, Sottufficiali e Carabinieri
             invio il saluto della Marina e un fervido voto augurale” (123) .
                  Fra le numerose autorità presenti vi erano anche l’ammiraglio di squadra
             Raffaele Barbera, Comandante in capo del Dipartimento dell’Alto Tirreno, il
             dottor Pietro Rizzo, prefetto di Genova e monsignor Federico Favarin, ispetto-
             re della Curia militare che benedisse la nave, dopodiché la madrina, la signora
             Ines  Marichetti  D’Acquisto,  madre  del  vicebrigadiere  dei  carabinieri  Salvo
             D’Acquisto, Medaglia d’Oro al Valore Militare, lanciò la tradizionale bottiglia di

             (123) Riportato in ivi, pag. 3.

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