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LE NAVI DELLA REGIA MARINA E DELLA MARINA MILITARE CON IL NOME CARABINIERE












































                         Il lanciatore di bombe antisommergibili Whitehead K 113 a canna singola
                                  (Fototeca dell’Ufficio Storico della Marina Militare, Roma)

                     Lo scafo era suddiviso in quindici compartimenti stagni ed era a ponte
               continuo, con un cavallino prodiero piuttosto accentuato e con la zona centro-
               poppiera occupata dal ponte di volo e da un’aviorimessa fissa in grado di con-
               tenere un elicottero antisom di tipo medio.
                     Nella zona prodiera della sovrastruttura era collocata la plancia (con la
               Centrale operativa di combattimento) che aveva la caratteristica di essere su due
               piani, con quello più elevato arretrato rispetto al primo come si poteva notare
               anche dalle due file di finestrini.
                     Nella parte centrale della sovrastruttura era presente l’unico fumaiolo nel
               quale convergevano le condotte di scarico delle turbine a gas, dei quattro diesel
               principali e degli altrettanti diesel-alternatori (127) .
                     La Carabiniere e la gemella Alpino, essendo le fregate più all’avanguardia
               della Marina militare, subito dopo la loro entrata in servizio vennero coinvolte

               (127) Michele COSENTINO, Ruggero STANGLINI, La Marina Militare italiana, EDAI, Firenze, 1992, pag. 112.

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