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IL RUOLO DELLA BIOLOGIA E DELLA GENETICA FORENSE
                                NELL’ASSISTENZA ALLE VITTIME DI VIOLENZA



               classe di polimorfismi del DNA più variabili nel genoma umano), rendendo
               estremamente improbabile che due individui non imparentati condividessero il
               medesimo profilo genetico. Nonostante i suoi indubbi vantaggi, questa tecnica
               basata sull’analisi di minisatelliti è stata sostituita da tecniche di analisi più sofi-
               sticate e performanti basate su un’altra classe di marcatori per certi versi simili,
               i microsatelliti. Questi uniscono all’elevato grado di diversità intra-popolazione,
               una caratteristica biologica di grande importanza: sono di dimensioni più con-
               tenute e possono quindi essere amplificati mediante una tecnica chiamata PCR
               (Polymerase Chain Reaction). L’amplificazione mediante PCR permette di ottenere
               una quantità di DNA sufficiente del campione biologico anche quando questo
               sia  presente  in  tracce  minime  e/o  sia  degradato,  come  avviene  spesso  nelle
               indagini  criminali.  È  possibile,  inoltre,  amplificare  mediante  PCR  numerosi
               microsatelliti contemporaneamente (PCR multiplex). I prodotti della PCR (ovve-
               ro  gli  alleli  dei  singoli  microsatelliti)  vengono  poi  distinti  gli  uni  dagli  altri
               mediante elettroforesi, sfruttando la differente lunghezza degli alleli e/o dei sin-
               goli loci . Il risultato finale è un elettroferogramma in cui sono distinguibili tra
                       (57)
               loro i differenti microsatelliti e, per ciascun microsatellite, i differenti alleli. Il
               profilo genetico mostrato in “figura 7a-7b”, è un esempio di elettroferogramma
               derivante da un unico contributore, in cui non si evidenziano particolari pro-
               blemi di natura tecnica o biologica.
                     In casi come questo, la lettura del genotipo restituita dai software di analisi
               può  essere  considerata  altamente  attendibile.  La  lettura  di  elettroferogrammi
               complessi dovuti al contributo genetico di più individui, a forte degradazione del
               DNA e/o sua presenza in quantità minime, richiede invece l’intervento di un
               esperto e l’adozione di accorgimenti operativi che seguano delle procedure stan-
               dardizzate, come quelle riportate nelle raccomandazioni GeFI del 2018 (Figura 8).
                     Per fini identificativi, una domanda cui deve dare una risposta il genetista
               forense riguarda la compatibilità del profilo genetico ottenuto da un reperto
               con quello di un determinato individuo. Se i due profili sono differenti, l’inter-
               pretazione è piuttosto semplice: il reperto biologico non appartiene all’indivi-
               duo (esclusione). Nel caso in cui i due profili genetici siano identici si parla inve-
               ce di match o concordanza e per valutare il peso dell’evidenza ottenuta dall’ana-
               lisi genetica è necessario conoscere quanto quel profilo genetico sia comune
               nella popolazione: minore è la frequenza nella popolazione, maggiore è il peso
               della compatibilità osservata.
               (57)  Al fine di massimizzare il numero di microsatelliti analizzabili con un singolo esperimento
                     multiplex, oltre a sfruttare la differente lunghezza dei prodotti PCR, si utilizza una marcatura
                     differenziale dei prodotti PCR mediante molecole chiamate fluorocromi, capaci di emettere
                     luce di diverso colore quando eccitate da una sorgente di luce laser.

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