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DOTTRINA
Il ritmo della scrittura, definito da Ludwig Klages “un ritorno periodico,
ma non identico di gesti scritturali”, esprime il modo in cui il soggetto utilizza
il suo potenziale e domina le sue inibizioni.
Il ritmo grafico, l’insieme equilibrato delle tante vibranti disuguaglianze che
rendono ogni scrittura diversa dalle altre, si manifesta non solo nella forma delle
lettere e nel procedere del tracciato, ma anche nello spazio, nella distribuzione
delle masse grafiche, nelle proporzioni tra le parti delle lettere.
Il ritmo deve essere il risultato di un buon equilibrio tra espressione libera
e ricorso ad un modello di base e deve essere in sintonia con tutta la funzionalità
fisiologica, psichica, comportamentale del soggetto che scrive ed è peculiare per
ogni individuo.
Studiare il ritmo di una scrittura equivale a studiare l’equilibrio della per-
sonalità ed il suo modo di sfruttare le proprie riserve di forza e il suo potenziale.
Un ritmo danneggiato, una scrittura troppo monotona e uguale può essere un
significativo segnale di una personalità eccessivamente controllata, vigile, impo-
stata e, al contrario, una scrittura dal ritmo troppo disuguale, strattonata, spa-
smodica nel tracciato e sofferente nella forma, può essere un segnale importan-
te di sofferenza, instabilità emotiva, incapacità di controllo.
Isabella Zucchi, Il rapporto devianza-grafismo, approfondisce e attualizza il
tema dell’incoerente e discordante coordinamento delle pulsioni della persona-
lità nei suoi quattro temperamenti della personalità:
➢ Attesa. Il temperamento di attesa non integrato indugia troppo, non è
spontaneo, può dire menzogne, può non osservare le convenienze imposte
dalla società o dall’adattamento con gli altri;
Uomo, 30 anni: devianza, tossicodipendenza (Staccata sopramedia, Accurata, Rovesciata, Scattante)
(Fonte: Grafologia della devianza, Zucchi 1998)
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