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INSERTO



                  Questi lavoratori si tramutano in un enorme costo per il produttore che,
             schiacciato appunto da pratiche sleali […] ricorre al lavoro nero per ottenere un
             margine di guadagno più alto .
                                         (50)
                  Importanti  processi  penali  hanno  documentato  come  sodalizi  di  tipo
             mafioso abbiano non solo riconvertito in attività imprenditoriali o commerciali
             i proventi di attività illecite ma, soprattutto, abbiano condizionato il mercato del
             lavoro e della libera concorrenza imponendo imprese per l’esecuzione di lavori
             o nell’avviamento di attività commerciali e, con essi, determinate maestranze
             per controllarne l’esecuzione o per attestare fittiziamente la titolarità di un’oc-
             cupazione per ottenere benefici amministrativi o giudiziari. Oppure, in maniera
             ancor più invasiva, sostituendosi alle agenzie legali o, addirittura, allo Stato nel
             garantire, ovviamente “in nero”, una collocazione lavorativa, così alimentando
             quell’autorevolezza criminale che è conseguenza della capacità di indurre quella
             condizione di assoggettamento e di omertà - a loro volta garantite dalla capacità
             di intimidazione - che si accresce proprio svolgendo quelle funzioni sostitutive
             dello Stato, in un settore nevralgico per la stabilità non solo economica come
             lo è il collocamento nel mondo del lavoro.
                  Questo hanno documentato numerose indagini, agevolate dalla modifica
             dell’art. 603-bis del Codice Penale, introdotto dalla legge 199/2016, entrata in
             vigore il 4 novembre 2016 che, nel prevedere più elevate pene edittali, ha esteso
             le possibilità di ricerca della prova, consentendo l’utilizzo di mezzi particolar-
             mente  invasivi  come  le  intercettazioni  telefoniche,  ambientali  e  telematiche.
             L’utilizzo di tali sistemi è fondamentale, non solo per definire gli esatti linea-
             menti  del  disegno  criminoso  ma  anche  e  soprattutto,  per  documentarne  in
             maniera non equivoca i contenuti e la gravità a fini processuali.
                  L’art. 603-bis c.p. definisce gli indici di sfruttamento ovvero le condizioni
             che devono sussistere per la configurazione del reato e delle relative aggravanti
             rendendo al tempo stesso necessarie - e possibili - tecniche di acquisizione pro-
             batoria sofisticate, utili a documentare non solo quello stato di necessità ten-
             denzialmente irreversibile di cui si è detto, ma anche la condizione anche prov-
             visoria di effettiva mancanza di mezzi idonei a sopperire ad esigenze definibili
             come primarie indicato dalla Suprema Corte .
                                                        (51)
                  Malgrado  non  sia  stata  accolta,  da  una  parte  della  dottrina,  con  molto
             entusiasmo poiché non offre soluzioni reali per fare in modo che il reato non


             (50)  Ivi, pagg. 649-650. In base all’ultima contrattazione nazionale del comparto dei lavoratori
                  agricoli, il totale dei contributi a carico del datore di lavoro si attesta al 44,23% del salario
                  minimo lordo.
             (51)  Cass. Pen., sent. n. 4267/2000.

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