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INSERTO
hanno previsto, in dettaglio la modulistica - con relativi questionari - da sotto-
porre ai lavoratori, di indubbio ausilio per la completezza della verbalizzazione,
a cura degli operanti.
In tale scenario, si innesta il problema del contratto di lavoro in una logica
multiculturale, che caratterizza particolarmente le filiere di produzione agricola
anche alla luce del DL 19 maggio 2020, n. 34, ulteriormente disciplinato dal
Decreto del Ministero dell’interno del 27 maggio 2020, con il quale è stata pre-
vista, tra l’altro, la sanatoria delle posizioni lavorative irregolari .
(55)
Questi provvedimenti, intervenuti in un contesto in cui prevalgono logi-
che di concorrenza di mercato tendenti a ridurre i costi di produzione per con-
sentire prezzi di rivendita più competitivi, rischiano di condizionare le procedu-
re di collocamento al lavoro agricolo, qualora permangano situazioni di disagio
indotte dalla non adeguatezza di ulteriori misure sociali parallele (trasporti,
alloggi, mediazione culturale e linguistica ecc.). A tali carenze organizzative si
sostituiscono strutturati sodalizi criminali, non necessariamente collegati o
dipendenti da organizzazioni criminali autoctone operanti sul territorio, in
grado di reclutare e gestire lavoratori anche dall’estero, soprattutto per le rac-
colte stagionali di prodotti agricoli attraverso intermediari operanti all’estero, in
grado di garantire alloggio, sostegno economico e finanziario.
Uno scenario caratterizzato, sotto il profilo imprenditoriale, da complessi
adempimenti amministrativi cui un titolare d’impresa deve provvedere allor-
quando ha necessità di maestranze. Questi aspetti costituiscono motivo di
riflessione sulla necessità di semplificare le procedure amministrative che spes-
so costringono imprenditori onesti a mettersi nelle mani di cooperative di non
specchiata reputazione, interessate a garantirsi una percentuale di intermedia-
zione assolutamente sproporzionata da trarre, in massima parte, dal lavoratore
e in ulteriore misura dallo stesso committente .
(56)
Analoga rilevanza assume la necessità di introdurre norme che definisca-
no nuove fattispecie di reati agroalimentari, sui cui contenuti si è ampiamente
(55) Cfr.: art. 103, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 che prevede la possibilità per i
datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea, ovvero per i datori
di lavoro stranieri in possesso del titolo di soggiorno previsto dall’art. 9 del decreto legislativo 25
luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, di presentare istanza per concludere un contratto
di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale, ovvero per dichiarare
la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare, nonché comma 2, che prevede la possibilità per
i cittadini stranieri con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019, presenti nel territorio
nazionale alla data dell’8 marzo 2020, senza essersene allontanati dalla medesima data, che hanno
prestato attività lavorativa nei settori indicati dal comma 3 del medesimo articolo, antecedentemen-
te al 31 ottobre 2019, di chiedere un permesso di soggiorno temporaneo della durata di sei mesi.
(56) M. MARAZZA, Il lavoro nel processo di raccolta di prodotti agricoli, in Agricoltura senza caporalato, di F.
DI MARZIO, ed. Donzelli, Roma, 2017 pag. 82.
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