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ARCHEOLOGI E CARABINIERI UNITI NELLA TUTELA DEL
                                    PATRIMONIO CULTURALE DELL’IRAQ



                     Feisal I, primo re dell’Iraq, per
               quanto avesse presenziato alla ceri-
               monia di inaugurazione del Museo,
               non  condivideva  pienamente  la
               visione della Bell, né attribuiva una
               funzione politica alla valorizzazione
               delle  antichità  mesopotamiche.
               Soltanto a partire dagli anni Trenta
               del Novecento, e per l’impegno di
               Al-Husri  Direttore  generale  delle
               antichità  dell’Iraq,  l’establishment
               governativo  iracheno  iniziò  ad
               apprezzare  il  valore  e  il  significato
               del patrimonio archeologico e arti-
               stico  del  paese.  Le  collezioni  del
               Museo di Baghdad si ampliarono e
               inclusero  anche  le  antichità  islami-
               che;  inoltre,  lo  studio  delle  civiltà
               mesopotamiche  divenne  parte  dei
               programmi scolastici .                Thomas Edward Lawrence (conosciuto con lo pseudonimo di
                                    (2)
                     In questo clima che induceva i   “Lawrence d’Arabia”) e Gertrude Bell, soprannominata Al-
                                                             Khatun, “La signora del deserto”.
               giovani ad ammirare le grandi civiltà
               dell’antica Mesopotamia è cresciuto Saddam Hussein e non è un caso che con
               l’avvento al potere del partito Ba’ath nel 1968 è iniziato un processo di appro-
               priazione del patrimonio culturale mesopotamico da parte delle forze governa-
               tive irachene. Questo processo ha coinvolto anche il Museo con la costruzione
               di un nuovo e più grande edificio inaugurato nel 1967. Saddam ha utilizzato in
               chiave  politica  la  grandezza  della  Mesopotamia;  egli  si  identificava  con  il  re
               babilonese  Nabucodonosor  II,  che  aveva  deportato  gli  Ebrei  a  Babilonia  e
               quindi poteva essere considerato come l’antesignano della politica anti-israelia-
               na dell’Iraq.
                     La gloriosa storia della Mesopotamia veniva assunta a giustificazione della
               politica aggressiva dell’Iraq, ad esempio contro l’Iran e il Kuwait. In conseguen-
               za di questa visione, l’Iraq aveva il “diritto” di riappropriarsi di un ruolo ege-
               mone nel Medio Oriente, quale quello che l’impero neo-assiro e l’impero neo-
               babilonese avevano avuto in passato .
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               (2)   BARAM, 1994.
               (3)   BARAM, 1994.

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