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OSSERVATORIO INTERNAZIONALE
Due unità operano stabilmente in Iraq, una a Erbil e una a Baghdad dal
2018 e un significativo numero di membri dei corpi di polizia irachena, oltre che
personale dello State Board of Antiquities and Heritage e della Direzione delle
Antichità, hanno ricevuto addestramento in questi corsi.
Il Centro ricerche archeologiche e scavi di Torino per il Medio Oriente e
l’Asia (CRAST), attivo in Iraq dai primi anni Sessanta del Novecento, ha avuto
il privilegio di collaborare con il Corpo dei Carabinieri in Iraq per il recupero
del patrimonio archeologico.
Già negli anni Novanta, dopo la prima Guerra del Golfo, il CRAST aveva
preso parte al progetto internazionale BRILA: Bureau for Recovering and
Investigating Iraqi Looted Antiquities. Questo progetto ha avuto la finalità di costi-
tuire una banca dati di tutti i manufatti trafugati dalle collezioni irachene.
L’apporto fornito dal Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale
dell’Arma dei Carabinieri è stato fondamentale per la compilazione di un cata-
logo completo dei reperti trafugati dai musei regionali (Basra, Kufa, Babilonia,
Maysam, Qadissiya, Assur, Kirkuk, Dohuk, Suleimaniyeh) dell’Iraq fino al 2002.
Infine, il CRAST ha condotto una schedatura e catalogazione di milletre-
cento manufatti confiscati dalla Polizia della Giordania nel 2003 e in gran parte
provenienti dall’Iraq .
(10)
Nel 2002 il CRAST, in sinergia con lo State Board of Antiquities and Heritage
of Iraq e con il Ministero italiano per i Beni culturali, ha condotto una ricogni-
zione sullo stato di conservazione dei rilievi del Palazzo del re neo-assiro
Sennacherib a Ninive, edificio che è poi stato quasi completamente distrutto
dall’Isis.
I dati e le immagini acquisite in questa ricognizione sono ora la testimo-
nianza principale che resta a disposizione degli studiosi sulle decorazioni di que-
sto palazzo.
L’impegno più gravoso che il CRAST ha affrontato è costituito dai lavori
di riallestimento di alcune sale dell’Iraq Museum di Baghdad dopo il saccheggio
del 2003, di cui si è detto prima. Questo progetto è iniziato nel 2006 e ha riguar-
dato, nella prima fase, the Great Assyrian Gallery. Esso è stato supportato dal
Ministero per i Beni Culturali e dal Ministero per gli Affari Esteri e cofinanziato
dalla Banca Nazionale delle Telecomunicazioni. Direttore scientifico di questo
progetto è stato il Professor Antonio Invernizzi, mentre la sua ideazione si deve
all’architetto Roberto Parapetti con la direzione dei lavori dell’ingegnere Ala
Anbaki.
(10) Vedi il database B.R.I.L.A. JORDAN, MENEGAZZI, 2005.
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