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IL SERVIZIO “METEOMONT” CARABINIERI IN PIEMONTE: MONITORAGGIO DEL
MANTO NEVOSO E PREVISIONE DEL PERICOLO VALANGHE
Ciò accadde grazie alla sinergia con il Servizio Meteorologico
dell’Aeronautica Militare (che coniò la nuova denominazione) e con l’Esercito
Italiano, i quali, negli anni 1915-18 , avevano già maturato insieme, per finalità
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militari ed eminentemente pratiche, una prima esperienza italiana nel settore delle
valanghe.
L’obiettivo del servizio nazionale era il monitoraggio delle condizioni
nivometeorologiche, finalizzato all’emissione quotidiana di un bollettino di
pericolo valanghe, in grado di soddisfare le esigenze informative connesse ai
compiti di Protezione civile, di prevenzione, sicurezza e soccorso in montagna.
2. Quadro normativo di riferimento
L’attuale normativa di settore discende principalmente dalla legge n. 225
del 24 febbraio 1992 con cui venne istituito il Servizio Nazionale della
Protezione Civile al fine di tutelare l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti
e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da
catastrofi e da altri eventi calamitosi. L’analisi del pericolo costituito dalle valan-
ghe fu dunque ricompreso tra gli ambiti di attenzione istituzionale ed il
Dipartimento Nazionale divenne il collettore di tutti i bollettini di pericolo
emessi. Nel 1998 la nota n. EME/1455/86.1 del Presidente del Consiglio dei
Ministri dispose che i bollettini emessi dall’ex-Corpo forestale dello Stato
dovessero essere inviati anche alle Autorità locali di Protezione civile (leggasi
Regioni amministrative) ad integrarne gli eventuali strumenti operativi. La legge
n. 36 del 6 febbraio 2004 confermò le competenze e le esperienze storiche
maturate nel settore delle valanghe ed affidò all’ex-Corpo forestale dello Stato
il compito di garantire il “controllo del manto nevoso e la previsione del rischio
valanghe e le attività consultive e statistiche ad esse correlate”.
Una Direttiva governativa del febbraio 2004 , disciplinando le procedure
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operative da mettere in atto negli scenari di intervento, stabilì che i servizi di
prevenzione e monitoraggio dovessero essere considerati a tutti gli effetti parte
integrante delle attività di Protezione civile.
Nell’attuale assetto organizzativo il sistema di allerta nazionale correlato al
rischio valanghivo viene assicurato dal citato Dipartimento e dalle Regioni attra-
verso la rete dei Centri Funzionali, ognuno dei quali condivide con l’intera rete
una serie di dati ed informazioni.
(5) P. SILVESTRI, Il Servizio valanghe in Italia, 1972, XII Congresso Internazionale Meteorologia
Alpina (Sarajevo).
(6) Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004, Indirizzi operativi per
la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale, statale e regionale per il rischio
idrogeologico e idraulico ai fini di protezione civile.
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