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INSERTO
Dunque, la cartolina che lo convocava per il 15 giugno 1939 rappresentò
per lui un momento di spartiacque. Formalmente, dopo essere stato dichiarato
abile e lasciato in congedo illimitato, Salvo avrebbe dovuto attendere la chiama-
ta per l’arruolamento nell’Esercito. Ma sapeva bene che il momento sarebbe
giunto presto e che la scelta di entrare invece fra i Carabinieri - come il nonno
materno Biagio e i fratelli di sua madre, Oscar, e di suo padre, Cosimo - aveva
bisogno di essere rapidamente formalizzata.
3. La convinta scelta della Fedelissima
Esattamente tre mesi più tardi, il 15 agosto 1939,
si avviò il suo percorso nell’Arma, come allievo
Carabiniere a piedi e una ferma di tre anni. Dopo pochi
giorni scrisse ai familiari una lettera densa di nostalgia,
ma anche di speranza: «Fin dal primo giorno ho preso
questa nuova vita con santa rassegnazione e mi augu-
ro che sia così per tutta la durata del corso». Per la pre-
parazione degli aspiranti, veniva utilizzato un Manuale
nel quale si leggevano, fra l’altro, alcune sollecitazioni
che rimasero impresse nella mente del giovane:
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