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NEL CENTENARIO DELLA NASCITA DEL MARTIRE SALVO D’ACQUISTO
Salvo D’Acquisto ha accolto e vissuto questi
valori in pieno, lasciandoli però trasfigurare dalla
Luce della santità. E la santità è il “di più” con cui
la persona attinge questi valori e la stessa oblatività
alla Sorgente di amore che è Cristo e ne diventa, a
sua volta, sorgente straordinaria nella vita ordinaria.
La santità di Salvo D’Acquisto non è stata
soltanto «non vivere per sé stesso» ma, come con-
clude San Paolo, vivere «per il Signore» (Rm 14,8)
e farlo, prima del gesto eroico, nella sua ordinarietà
di carabiniere, come certamente altri carabinieri
hanno fatto e fanno. È stata questa la trama lungo
la quale, come spiega Saverio Gaeta riprendendo il
recente Motu Proprio di Papa Francesco (11 luglio
2017), si è ricamata in lui «l’offerta della vita» tipica di chi, «seguendo più da
vicino le orme e gli insegnamenti del Signore», persevera «fino alla morte in
questo proposito». La perseveranza in questo amore, “per” Cristo e “di”
Cristo, è rimasta salda nella vita breve e straordinariamente intensa di Salvo
D’Acquisto; è cresciuta con la forza che mi piace pensare egli attingesse a quel-
la piccola corona del Rosario con il crocifisso in argento regalatogli, assieme al
libro delle preghiere rilegato in pelle bianca, dalla nonna nel giorno della Prima
Comunione e che lo accompagnò «fino al supremo sacrificio».
«Catena dolce che ci rannoda a Dio», la chiama Bartolo Longo nella
Supplica alla Madonna del Rosario di Pompei, alla quale Salvo deve il secondo
nome; catena di amore e di preghiera, quotidiana e fiduciosa, che ha rannodato
Salvo al Cielo. E al Cielo, con la storia narrata in questo articolo, Saverio Gaeta
ci aiuta a guardare - gliene siamo grati -, indicando una via di carità, fede e spe-
ranza; un orizzonte di trascendenza in grado di illuminare il cammino di tanti
nostri giovani e l’impegno di dedizione di tanti nostri carabinieri.
✠ Santo Marcianò
Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia
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