Page 264 - Rassegna 2020-3
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INSERTO



             2.  L’aspirazione a una vita di servizio
                  C’è un dettaglio nel foglio matricolare di Salvo D’Acquisto, compilato al
             momento della sua visita di leva, che non mi sembra sia mai stato adeguatamen-
             te  messo  in  luce.  Non  conosciamo  esattamente  la  motivazione,  ma  l’allora
             diciottenne  recluta  dichiarò,  alla  voce  “Arte  o  professione”,  di  essere  un
             “Seminarista”. Si potrebbe accantonare come un particolare senza importanza,
             però in realtà non risulta che il giovane sia mai entrato in Seminario, né che
             abbia manifestato questa specifica intenzione a qualche sacerdote di sua cono-
             scenza. Dunque, pur nell’impossibilità di ricostruire esattamente tale vicenda,
             quella scarna annotazione ci consente di prendere atto di quanto fosse profon-
             da nell’animo del giovane la volontà, almeno in nuce, di spendere la propria vita
             per qualcosa di significativo. E di renderci conto che, sebbene gli sviluppi della
             sua  esistenza  non  si  siano  orientati  verso  la  prospettiva  ecclesiastica,  la  sua
             avventura terrena ha comunque avuto un esito coerente con i sentimenti matu-
             rati sin dalla più tenera età. Salvo nacque il 15 (sulla copia del foglio matricolare
             è erroneamente annotato il 17) ottobre 1920 a Napoli, primogenito del ventu-
             nenne Salvatore e della ventisettenne Ines Marignetti. Al battesimo, l’8 gennaio
                                                        1921 nella chiesa di San Gennaro
                                                        al Vomero, gli vennero dati anche i
                                                        nomi di Rosario e di Antonio, per
                                                        la devozione della nonna materna
                                                        Erminia  verso  la  Madonna  di
                                                        Pompei  e  il  santo  venerato  a
                                                        Padova.  La  difficile  situazione
                                                        socio-economica  italiana  spinse
                                                        papà  Salvatore  ad  accantonare
                                                        l’idea di tornare in Sicilia, di cui era
                                                        originario,  per  sistemarsi  invece
                                                        nell’abitazione  dei  suoceri  in  via
                                                        San  Gennaro  ad  Antignano  2,
                                                        dopo  aver  cominciato  a  lavorare
                                                        come operaio nella Società Italiana
                                                        Ossigeno. Vicino casa c’era l’istitu-
                                                        to  delle  suore  Salesiane,  dove  a
                                                        quattro anni Salvo cominciò a fre-
                                                        quentare  l’asilo,  apprendendo  i
                                                        primi rudimenti del Catechismo e
              Salvo con la sorella Francesca (sulla sinistra) e un’amica   del Vangelo.

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