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NEL CENTENARIO DELLA NASCITA DEL MARTIRE SALVO D’ACQUISTO
«L’onore vi farà comprendere la responsabilità dei vostri atti, e quindi farà
che siate onesti, giusti, sinceri, leali, subordinati. [...] L’uomo, posponendo il
proprio interesse a quello altrui, sacrifica sé stesso e compie alti sacrifici purché
ad altri possa riuscire utile». La nomina a effettivo gli giunse il 15 gennaio 1940,
con destinazione la Legione territoriale di Roma e, da quel momento, cominciò
a inviare a casa quanto poteva della sua paga. I primi impegni furono per il man-
tenimento dell’ordine pubblico, tant’è che, il 10 giugno 1940, si ritrovò a pochi
passi da Palazzo Venezia, mentre Benito Mussolini arringava la folla e annun-
ciava che la dichiarazione di guerra era già stata consegnata agli ambasciatori
britannico e francese. Dal giorno successivo, il suo nuovo incarico fu presso il
nucleo per le fabbricazioni di guerra, fino a quando, il 28 ottobre, venne distac-
cato presso la 608 Sezione mobile, assegnata a una base dell’Aeronautica in
a
Africa settentrionale. Il viaggio in nave da Napoli a Tripoli durò otto giorni, dal
15 al 23 novembre 1940, e la destinazione finale fu la fascia costiera fra Tripoli
e Bengasi, dove c’erano diversi aeroporti. D’Acquisto venne impegnato in par-
ticolare nel servizio di scorta durante i trasferimenti di automezzi e truppe, ma
in una circostanza dovette accompagnare in Italia, sempre in nave, un gruppo
di militari feriti. Il 14 febbraio 1941, rientrato in Africa, si trovò coinvolto in un
grave incidente stradale dal quale uscì con diverse ferite alle gambe, che lo
obbligò a due settimane di convalescenza nell’ospedale di Bengasi.
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