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INSERTO
Nell’ottobre del 1926,
il piccolo venne iscritto al
primo anno delle elementa-
ri nella scuola “Luigi
Vanvitelli” e, nella prima-
vera seguente, ricevette la
prima comunione.
La scrittrice Rita Pomponio,
autrice dell’autorevole bio-
grafia Il martire in divisa (San
Paolo), ha rievocato che la
nonna, in occasione della
cerimonia, gli donò un libri-
cino delle preghiere rilegato
in pelle bianca e una corona
del rosario con il crocifisso
in argento, dicendogli:
«Portala sempre con te.
Nei momenti gioiosi rin-
grazierai il Signore per
averteli donati e in quelli
difficili e bui, quando la tua
esistenza ti apparirà come
una minuscola barca in
mezzo a un mare burrasco-
so, è sempre nel rosario che troverai la forza per affrontare la tempesta e ripor-
tare così la pace nel tuo cuore». Quella corona accompagnò Salvo fino al supre-
mo sacrificio.
Il percorso scolastico di Salvo proseguì con la frequenza del biennio di
avviamento professionale nella scuola “Giambattista Della Porta” e del primo
anno di ginnasio presso l’istituto dei Salesiani.
Di quegli anni sono restati vivi nella memoria degli amici e dei familiari
diversi episodi che mostrarono quanto fosse radicata in lui la virtù della carità
cristiana. Addirittura, in un pomeriggio di pioggia si tolse dai piedi i calzini e
le scarpe e li donò a un coetaneo che mendicava scalzo di fianco a una chiesa,
rientrando a casa con la consapevolezza che quello era l’unico paio che posse-
deva, ma spiegando ai genitori che comunque lui un tetto e un focolare li
aveva.
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