Page 262 - Rassegna 2020-3
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INSERTO



                                              È la sensazione che lascia il bell’articolo di
                                         Saverio Gaeta, leggendo il quale sembra quasi di
                                         sentire il profumo delicato e deciso della giovane
                                         vita di Salvo D’Acquisto: una vita non solo dedi-
                                         cata agli altri ma da lui vissuta interamente «non
                                         per  sé  stesso».  Sì.  Perché  l’altruismo  potrebbe
                                         essere  caratterizzante  ma  non  totalizzante;
                                         potrebbe portare a una dedizione ma non a un’au-
                                         tentica  oblazione.  Salvo  D’Acquisto,  invece,  ha
                                         donato totalmente sé stesso in quanto ha dimen-
                                         ticato sé stesso. E non semplicemente per la gene-
                                         rosità  eroica  di  un  momento  di  emergenza,  ma
                                         grazie al cammino di una vita, tanto breve quanto
                                        profondo e intenso.
                  Gli uomini e le donne che non vivono per sé stessi, che dimenticano sé
             stessi, arrivano a percorrere correndo, se non addirittura “volando”, sentieri
             scoscesi e difficili, tornanti dolorosi e pericolosi, sui quali altri faticano, si affan-
             nano, si arrendono. Diversamente da costoro, essi non solo rifuggono le diffi-
             coltà ma quasi le cercano, ovvero cercano di prendere su di sé le difficoltà altrui,
             spargendo ovunque semi di carità e di pace.
                  L’articolo  di  Saverio  Gaeta  ripercorre  efficacemente  e  sinteticamente  la
             “corsa”, il “volo” del giovane Salvo lungo i sentieri dell’oblatività e verso le cime
             della santità. È il cammino di maturazione di un bambino che, in un giorno d’in-
             verno, sa donare a un povero l’unico paio di calzini; di un ragazzo che ogni
             domenica accompagna lo zio in ospedale a trovare i malati e che arriva a sfidare
             la paura di gettarsi davanti a un tram per salvare un piccolo in pericolo; di un gio-
             vane che approda alla vita militare, mentre lo spirito di servizio, maturato nel
             cammino, diventa una reale oblatività. E quanti esempi di servizio e oblatività
             negli  uomini  e  donne  dell’Arma  dei  Carabinieri,  negli  uomini  e  donne  delle
             nostre Forze Armate e Forze dell’Ordine, ancora oggi, in un mondo che sempre
             più spesso fa dell’egoismo e dell’autoreferenzialità il fondamento delle scelte, la
             rivendicazione dei diritti, l’immagine dell’autorealizzazione personale, indirizzan-
             do le nuove generazioni a battere sentieri diversi da quelli del servizio oblativo.
                  La narrazione offerta da questo articolo, pertanto, è preziosa anche sul
             piano educativo, perché trasmette la bellezza di una vita attraente proprio per
             la sua oblatività; e trasmette, in particolare ai giovani carabinieri, il patrimonio
             di valori di cui l’Arma è custode, garanzia di sicurezza e strumento di vicinanza
             per la nostra gente.


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