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INSERTO
È la sensazione che lascia il bell’articolo di
Saverio Gaeta, leggendo il quale sembra quasi di
sentire il profumo delicato e deciso della giovane
vita di Salvo D’Acquisto: una vita non solo dedi-
cata agli altri ma da lui vissuta interamente «non
per sé stesso». Sì. Perché l’altruismo potrebbe
essere caratterizzante ma non totalizzante;
potrebbe portare a una dedizione ma non a un’au-
tentica oblazione. Salvo D’Acquisto, invece, ha
donato totalmente sé stesso in quanto ha dimen-
ticato sé stesso. E non semplicemente per la gene-
rosità eroica di un momento di emergenza, ma
grazie al cammino di una vita, tanto breve quanto
profondo e intenso.
Gli uomini e le donne che non vivono per sé stessi, che dimenticano sé
stessi, arrivano a percorrere correndo, se non addirittura “volando”, sentieri
scoscesi e difficili, tornanti dolorosi e pericolosi, sui quali altri faticano, si affan-
nano, si arrendono. Diversamente da costoro, essi non solo rifuggono le diffi-
coltà ma quasi le cercano, ovvero cercano di prendere su di sé le difficoltà altrui,
spargendo ovunque semi di carità e di pace.
L’articolo di Saverio Gaeta ripercorre efficacemente e sinteticamente la
“corsa”, il “volo” del giovane Salvo lungo i sentieri dell’oblatività e verso le cime
della santità. È il cammino di maturazione di un bambino che, in un giorno d’in-
verno, sa donare a un povero l’unico paio di calzini; di un ragazzo che ogni
domenica accompagna lo zio in ospedale a trovare i malati e che arriva a sfidare
la paura di gettarsi davanti a un tram per salvare un piccolo in pericolo; di un gio-
vane che approda alla vita militare, mentre lo spirito di servizio, maturato nel
cammino, diventa una reale oblatività. E quanti esempi di servizio e oblatività
negli uomini e donne dell’Arma dei Carabinieri, negli uomini e donne delle
nostre Forze Armate e Forze dell’Ordine, ancora oggi, in un mondo che sempre
più spesso fa dell’egoismo e dell’autoreferenzialità il fondamento delle scelte, la
rivendicazione dei diritti, l’immagine dell’autorealizzazione personale, indirizzan-
do le nuove generazioni a battere sentieri diversi da quelli del servizio oblativo.
La narrazione offerta da questo articolo, pertanto, è preziosa anche sul
piano educativo, perché trasmette la bellezza di una vita attraente proprio per
la sua oblatività; e trasmette, in particolare ai giovani carabinieri, il patrimonio
di valori di cui l’Arma è custode, garanzia di sicurezza e strumento di vicinanza
per la nostra gente.
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