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NEL CENTENARIO DELLA NASCITA DEL MARTIRE SALVO D’ACQUISTO
Un altro mese di ricovero fu invece necessario nell’estate successiva per
consentirgli la guarigione da una grave infezione intestinale.
Intanto Salvo aveva avviato un dialogo epistolare con Maria Calignano,
una ventiduenne napoletana che si era resa disponibile come sua “madrina di
guerra” e partecipava al gruppo di ragazze che si ripromettevano di sostenere i
coetanei alle armi, esprimendo loro la gratitudine dei loro connazionali per il
sacrificio che stavano compiendo.
Maria restò particolarmente colpita dai sentimenti che Salvo esprimeva
nelle sue lettere, dove le raccontava quel che poteva delle vicende africane e si
lanciava anche in descrizioni dense di poesia: «Il mio alloggio è situato vicino al
mare, mare bello come quello della nostra Napoli. E spesso l’alba mi sorprende
in piedi sulla spiaggia ad attenderla; e io l’attendo con l’animo sospeso. Qui l’al-
ba è infinitamente bella, sorge impetuosa sbaragliando le nubi e facendo brillare
il mare come un’immensa distesa d’oro fuso».
La ragazza, che pur non era particolarmente religiosa, fu affascinata dalla
spiritualità di Salvo e pian piano cominciò anch’ella a frequentare la chiesa. Un
giorno, gli scrisse di aver fatto un pellegrinaggio a Pompei e di aver pregato per
lui ai piedi dell’icona mariana. Poi aggiunse di non essere riuscita ad acquistare
una medaglietta della Vergine del Rosario, ma di aver comunque trovato un’im-
maginetta del Sacro Cuore, che gli accluse nella missiva.
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