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INSERTO
Nel pomeriggio di mercoledì 22
settembre, mentre i nazisti vi stavano
effettuando una perquisizione, da un
locale al secondo piano della torre si udì
un forte scoppio, che squarciò il sospeso
silenzio del circondario.
L’esplosione era stata causata da
alcune bombe a mano rinchiuse in una
cassetta chiusa a chiave, che i tedeschi
fecero a pezzi per poterla aprire.
L’immediata accusa fu che si era trattato
di un attentato intenzionale, mentre la
spiegazione che venne data sia da Salvo
che da altre persone fu che quegli ordi-
gni erano stati sequestrati dai Finanzieri
ad alcuni pescatori di frodo e poi dimen-
ticati nell’armadio dei corpi di reato al
momento dell’abbandono della torre.
Ma la morte di un soldato nazista e il
ferimento di due commilitoni non fece-
ro intendere ragioni ai superiori tede-
schi, che per tutta la notte si misero alla ricerca del maresciallo Passante, coman-
dante del locale drappello della Guardia di Finanza. Non trovandolo, la mattina
seguente raggiunsero la caserma dei Carabinieri e ordinarono a D’Acquisto di
seguirli al Comando delle SS, percuotendolo anche con un fucile al braccio e
alla testa, che cominciarono a sanguinare. Pure in caserma i nazisti continuaro-
no a colpirlo, mentre lo interrogavano pretendendo da lui indicazioni su dove
rintracciare i Finanzieri. Ad accusarlo era in particolare un maresciallo (erronea-
mente citato con l’inesistente cognome Wemgamen) che, tramite l’interprete,
affermava che spettava ai Carabinieri, in quanto polizia militare, mantenere l’or-
dine pubblico e garantire la sicurezza delle forze armate tedesche.
Come ritorsione, il maresciallo ordinò un rastrellamento degli abitanti di
Torrimpietra. Alcuni camion tedeschi bloccarono le strade intorno al borgo e
una cinquantina di persone - fra cui molti vecchi, bambini e donne - vennero
radunati in piazza e minacciati di essere passati per le armi, se non avessero rive-
lato il luogo in cui si nascondevano i Finanzieri.
Tutti però continuarono a proclamare che non ne sapevano nulla e che
erano convinti che non ci fosse stato alcun sabotaggio.
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