Page 278 - Rassegna 2020-3
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INSERTO



                                                       Nel  pomeriggio  di  mercoledì  22
                                                  settembre,  mentre  i  nazisti  vi  stavano
                                                  effettuando  una  perquisizione,  da  un
                                                  locale al secondo piano della torre si udì
                                                  un forte scoppio, che squarciò il sospeso
                                                  silenzio del circondario.
                                                       L’esplosione  era  stata  causata  da
                                                  alcune bombe a mano rinchiuse in una
                                                  cassetta  chiusa  a  chiave,  che  i  tedeschi
                                                  fecero  a  pezzi  per  poterla  aprire.
                                                  L’immediata accusa fu che si era trattato
                                                  di  un  attentato  intenzionale,  mentre  la
                                                  spiegazione che venne data sia da Salvo
                                                  che da altre persone fu che quegli ordi-
                                                  gni erano stati sequestrati dai Finanzieri
                                                  ad alcuni pescatori di frodo e poi dimen-
                                                  ticati nell’armadio dei corpi di reato al
                                                  momento  dell’abbandono  della  torre.
                                                  Ma  la  morte  di  un  soldato  nazista  e  il
                                                  ferimento di due commilitoni non fece-
                                                  ro  intendere  ragioni  ai  superiori  tede-
             schi, che per tutta la notte si misero alla ricerca del maresciallo Passante, coman-
             dante del locale drappello della Guardia di Finanza. Non trovandolo, la mattina
             seguente raggiunsero la caserma dei Carabinieri e ordinarono a D’Acquisto di
             seguirli al Comando delle SS, percuotendolo anche con un fucile al braccio e
             alla testa, che cominciarono a sanguinare. Pure in caserma i nazisti continuaro-
             no a colpirlo, mentre lo interrogavano pretendendo da lui indicazioni su dove
             rintracciare i Finanzieri. Ad accusarlo era in particolare un maresciallo (erronea-
             mente  citato  con  l’inesistente  cognome  Wemgamen)  che,  tramite  l’interprete,
             affermava che spettava ai Carabinieri, in quanto polizia militare, mantenere l’or-
             dine pubblico e garantire la sicurezza delle forze armate tedesche.
                  Come ritorsione, il maresciallo ordinò un rastrellamento degli abitanti di
             Torrimpietra. Alcuni camion tedeschi bloccarono le strade intorno al borgo e
             una cinquantina di persone - fra cui molti vecchi, bambini e donne - vennero
             radunati in piazza e minacciati di essere passati per le armi, se non avessero rive-
             lato il luogo in cui si nascondevano i Finanzieri.
                  Tutti però continuarono a proclamare che non ne sapevano nulla e che
             erano convinti che non ci fosse stato alcun sabotaggio.


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