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NEL CENTENARIO DELLA NASCITA DEL MARTIRE SALVO D’ACQUISTO
Scendendo dal treno che
dalla Capitale lo aveva portato alla
fermata di Palidoro, trovò il casel-
lante Angelo che gli diede le indi-
cazioni per raggiungere il castello
di Torrimpietra, sede dei
Carabinieri, circa quattro chilome-
tri di distanza da percorrere a piedi.
Lì lo attendevano cinque dei
suoi sottoposti, mentre gli altri
cinque erano distaccati al posto di
blocco permanente di ponte
Statua, lungo la via Aurelia.
L’impressione che tutti ne ebbero,
secondo le testimonianze rilasciate
in seguito, fu di grande capacità
professionale, unita alla bontà nei
rapporti umani e al senso di
responsabilità che lo portava ad
assumersi in prima persona i com-
piti più faticosi e difficili. Salvo via via aveva anche avviato contatti personali
con molti abitanti dei dintorni, riuscendo ad appianare le liti che erano frequenti
in quella situazione di disagio e di miseria. Dopo sette mesi dal suo arrivo, il 12
luglio 1943, arrivò finalmente il nuovo comandante, il trentaduenne maresciallo
Alfonso Monteforte, che da subito apprezzò le doti di Salvo, delegandogli tran-
quillamente molteplici incombenze. Intanto il giovane aveva cominciato a fre-
quentare più assiduamente l’abitazione del casellante, accorgendosi di provare
un sentimento verso la sua figlia maggiore, Giuliana, che dava anch’ella segni di
contraccambiare quell’affetto.
L’8 settembre, la notizia dell’armistizio scosse anche l’abitato di Torrimpietra
e tutti si chiedevano che cosa sarebbe accaduto da quel momento, soprattutto a
nord delle zone già liberate dagli Alleati. Salvo aveva maturato la decisione di
restare in ogni caso al fianco della popolazione e sollecitò invece il maresciallo
Monteforte a recarsi a Roma per mettere in salvo i familiari, che intendeva con-
durre in Ciociaria. Da metà settembre, il Vice Brigadiere tornò così a essere il più
alto in grado su quel territorio. Dopo pochi giorni, giunse a Palidoro un reparto
di paracadutisti tedeschi delle Waffen-SS, che occuparono come loro base opera-
tiva la torre di Palidoro, fino ad allora caserma della Guardia di Finanza.
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