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SICUREZZA CONTRO LIBERTÀ RELIGIOSA
Da questo punto di vista lo stage de citoyenneté che la legge francese n. 1192
del 2010 prevede quale pena aggiuntiva (art. 3) per coloro che violano l’obbligo,
nello spazio pubblico, di non nascondere il proprio volto (che avrebbe lo scopo
di ricordare al reo i valori repubblicani di tolleranza e di rispetto della dignità
della persona umana, i doveri che conseguono alla vita in società, nonché di
favorirne l’inserimento sociale) potrebbe forse essere ripreso e ripensato quale
strumento non per obbligare (solo) i diversi a uniformarsi , ma per educare
(96)
tutti alla diversità e prima ancora alla conoscenza e alla comprensione dell’altro.
Con la consapevolezza, ovviamente, che si tratta di un “avanzare lentamente”
perché è “solo progressivamente, con pazienza, che le rispettive posizioni - con
il loro scarto e la distanza che le separa - si scoprono reciprocamente, si riflet-
tono reciprocamente e lentamente elaborano le condizioni che renderanno pos-
sibile un incontro effettivo”, un ambito di “intelligenza condiviso” .
(97)
(96) Cfr. F. JULLIEN, L’identità culturale non esiste, cit. specialmente il capitolo 1 laddove si precisano
e definiscono le nozioni di universale, uniforme, comune.
(97) Ivi, pagg. 79-80.
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