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L’IMPEGNO ALL’ESTERO DELL’ARMA DEI CARABINIERI
La Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2006 “Criteri di
massima sugli interventi psico-sociali da attuare nelle catastrofi” , ha previsto
(20)
la costituzione di una “Equipe Psicosociale per l’Emergenza (EPE)”, che, con
il suo inquadramento all’interno dell’organizzazione sanitaria delle maxi-emer-
genze, opererà in prossimità del PMA. Tra gli interventi specialistici da attuare
in una maxi-emergenza, inoltre, la direttiva introduce il “triage psicologico”,
ossia i criteri per l’individuazione delle priorità di intervento psicologico nelle
grandi emergenze, da affiancarsi al “triage classico” per l’individuazione delle
priorità delle infermità fisiche dei soggetti coinvolti.
Questo livello di complessità pone in evidenza come l’oggetto di studio e
di intervento in seguito ad eventi traumatici non si esaurisca soltanto nel singo-
lo individuo, del quale il supporto psicologico cerca di preservare e ripristinare
l’equilibrio psichico, ma si estenda anche alle comunità (es. comunità di militari
coinvolti dall’evento traumatico) per prevenire o superare quei fenomeni psichi-
ci che si generano nei grandi gruppi umani come, per esempio, la sindrome da
disastro, il panico collettivo, l’esodo di massa.
Obiettivi del supporto psicologico di massa sono:
- la prevenzione (ossia preparare e formare i militari e i soccorritori a
fronteggiare al meglio un’emergenza anche dal punto di vista psicologico);
- la riparazione del tessuto sociale lacerato;
- il recupero dell’identità e della sicurezza collettiva;
- e il supporto agli organismi pubblici e privati nella pianificazione ed atti-
vazione dei loro interventi.
In virtù di questi obiettivi, il supporto psicologico si concretizza per quat-
tro interventi principali, ossia la previsione, la prevenzione, il soccorso effettivo
(counselling psicologico), e gli interventi di riparazione.
8. Conclusioni
L’assistenza sanitaria nei militari impegnati all’estero coinvolge più aspetti
della medicina, e si caratterizza per attività diversificate e complesse che vanno
dalla selezione del personale da impiegare nelle missioni, alla prevenzione e cura
delle malattie infettive e tropicali, all’analisi dei rischi dell’ambiente di missione
ed alla diagnosi e cura delle malattie professionali, alle cure dirette “sul campo”,
e alla gestione dello stress psichico e dei suoi disturbi correlati.
L’assistenza sanitaria nelle missioni assume delle caratteristiche del tutto
peculiari che la differenziano dalla medicina tradizionale: cambiano innanzitut-
to gli obiettivi, ma cambiano soprattutto i mezzi attraverso i quali tali obiettivi
(20) https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2006/08/29/06A07937/sg.
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